Con un’ascesa nel mondo del cinema invidiabile per coraggio e determinazione, la poliedrica Kristen Stewart ha dimostrato fin da subito di saper stupire anche i più scettici nel definire la portata e la dinamicità del suo percorso artistico. Dopo la notorietà raggiunta con la saga fantasy “Twilight”, nei panni della protagonista Bella Swan, pochi avrebbero infatti scommesso inizialmente sulla sua svolta autoriale che, dalle apparizioni in titoli di rilievo come “Crimes of the Future” di David Cronenberg e “Spencer” di Pablo Larraín, l’ha portata a firmare la sua prima regia con “The Chronology of Water”.

Attesa nelle sale il prossimo 11 giugno, la pellicola è liberamente tratta dall’autobiografia della scrittrice Lidia Yuknavitch e affronta, con uno sguardo aperto e diretto, i temi della bisessualità, della depressione e della dipendenza da sostanze. Cresciuta in un ambiente oppressivo e segnato dagli abusi, Lidia sfoga le proprie afflizioni personali attraverso il sesso, il nuoto e la scrittura, tentando di trasformare il vissuto caotico che la tormenta in un’esperienza rigeneratrice e ricca di nuovi presupposti.

Presentato lo scorso anno a Cannes nella sezione “Un Certain Regard”, il film vede protagonista l’attrice inglese Imogen Poots, ricordata anche per le sue precedenti apparizioni in “Knight of Cups” e “The Father - Nulla è come sembra”. Nella sua ultima intervista al magazine Vogue, Poots ricorda il calore umano instaurato sul set con la Stewart, rivelatosi necessario per garantire la migliore esperienza creativa possibile: «Ero al livello più imbarazzante di soggezione all'idea di lavorare insieme. La adoro come persona. A questo punto abbiamo un'amicizia vera, profonda e pura, e le voglio davvero tanto bene. È incredibile fare qualcosa con qualcuno con cui si è entrambi davvero onesti, siamo entrambi un po' nerd, teniamo l’una all’altra moltissimo, scherziamo tanto, ed è la persona perfetta con cui creare qualcosa e affrontare anche qualcosa di difficile, perché la posta in gioco è alta».