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Da quasi due mesi il confronto scientifico e il dibattito politico sul riscaldamento globale riguardano una proposta per rivedere lo scenario più pessimistico del cambiamento climatico, che per lungo tempo ha valutato come plausibile un aumento della temperatura media globale di oltre 4 °C entro la fine del secolo rispetto al periodo preindustriale.

Secondo le nuove analisi, quello scenario appare ormai implausibile considerato il rallentamento nella produzione di emissioni di gas serra e il successo dei sistemi per produrre elettricità da fonti rinnovabili, il cui prezzo non era mai stato così basso come negli ultimi anni.

Non è insolito che gli scenari sul clima vengano rivisti, ma la notizia è stata ampiamente ripresa da molti politici conservatori per alimentare la loro retorica negazionista sul cambiamento climatico. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sfruttato la novità per accusare le organizzazioni delle Nazioni Unite che si occupano del clima di avere «SBAGLIATO! SBAGLIATO! SBAGLIATO!», con un post sul suo social network Truth in cui ha poi parlato di «assurdità allarmistiche sul clima». Molti politici conservatori statunitensi gli sono poi andati dietro cercando di screditare le iniziative dell’ONU per coordinare la riduzione dell’impiego dei combustibili fossili, la principale causa dell’effetto serra che sta portando a un aumento della temperatura media globale.