HomePesaroCronacaLa Vuelle e il flop del ‘super Consorzio’ . Ecco perché Valli ha deciso di mollareEra il progetto che serviva per il cambiamento di rotta. Presentato l’inverno scorso, in realtà non ha mai preso corpoLa pagine del 20 dicembre in cui annunciavamo la nascita del super Consorzio. Pochi giorni dopo arrivò l’intervista di Oriano Valentini che dava forza al progetto, che poi è abortitoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa verità vera delle dimissioni di Andrea Valli sta nel fallimento del progetto a cui si era lavorato con un’assemblea tenutasi quest’inverno: quello del Super Consorzio. Illustrato dall’amministratore delegato Dalla Salda, che lasciava intravedere un cambiamento di rotta, si basava sulla forte volontà dello stesso Valli di farsi affiancare da un paio di figure, già all’interno del consorzio, per formare un gruppo ristretto di imprenditori che gli assomigliassero, ovvero con risorse importanti da investire e la passione per il basket. Non li ha trovati.

Oriano Valentini, proprio in un’intervista col nostro giornale, aveva detto "io ci sono" ma se la passione certamente non gli manca, probabilmente non possiede altrettanta forza economica per riuscire da solo a sostenere Valli. Il terzo non si è mai trovato e il progetto è naufragato miseramente: a quel punto Valli si è sentito abbandonato e ha capito che non c’è modo di venir fuori da questo ginepraio in cui finché non si troverà un vero proprietario che prenda la maggioranza delle quote, cioè quello che avrebbe voluto fare il Super Consorzio, tutto si baserà su 20-30 imprenditori che versando 25.000 euro (la quota d’ingresso) o 50.000 (ma sono sempre di meno) pretendono di avere voce in capitolo. In questo modo ogni decisione diventa lentissima ed è stato questo il problema degli ultimi quindici anni, quello a cui Dalla Salda ha cercato, finora inutilmente, di dare una sterzata. L’adesione al Consorzio dei vari imprenditori è annuale, quindi senza certezze che travalichino una stagione sportiva. Ecco perché, alla fine di ogni campionato, i tifosi devono risentire la stessa solfa: buchi da chiudere, budget da ridefinire, pause di riflessione, mentre i pezzi migliori davanti a queste incertezze prendono altre strade.