Dopo di che la squadra scende in campo, perde la Champions contro il Cagliari e la metà delle ipotesi sul piatto del pranzo saltano in aria. Massimiliano Allegri finisce sotto accusa con il ds Igli Tare e le posizioni di entrambi più che in bilico sembrano sull'orlo di un precipizio. E d'altronde cosa ci si può aspettare da una gestione che, dallo scudetto in avanti, ha azzerato con una certa costanza tutta l'area tecnica? Su una cosa Massimiliano Allegri, che non ha alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni, ha ragione: servirebbe lucidità. Il punto è che qui si ragiona di pancia, sovrastati e in parte sospinti dalle contestazioni del popolo rossonero e da esigenze di bilancio. Cardinale, amato poco per non dire niente, pensava di poter far pace con San Siro mettendo fine all'era Furlani - il cui addio, ne abbiamo scritto quattro mesi fa, poco dipendeva e dipende dai risultati sportivi -, mentre la sua continua a essere una risalita complicata per non dire impossibile. I risultati sono tutto e su quelli si fanno i conti. Ma torniamo a quel che accadrà: se Massimiliano Allegri dovesse, come oggi molto probabile, essere esonerato, bisognerà trovarne il sostituto. Già, ma chi lo sceglie? Sulla carta il prossimo amministratore delegato. Già, ma quale figura è stata individuata per questo ruolo? Adriano Galliani continua a essere una possibilità, ma il suo ritorno, per diversi motivi, sembra non banale e tanto meno scontato. L'ad dovrebbe poi scegliere il direttore sportivo e anche qui, oggi, non esiste un candidato forte. Si era parlato di D'Amico, in uscita dall'Atalanta, ma sarebbe stata la scelta di un Furlani che ovviamente non deciderà più. Quindi, di nuovo: chi deciderà il nuovo assetto tecnico e societario?