Ennesimo, grave episodio di violenza nel carcere reggino di Arghillà, culminato stavolta nella distruzione delle apparecchiature tecniche destinate alla telemedicina e all’assistenza sanitaria. Di «fatto di eccezionale gravità istituzionale» parla la garante dei detenuti Giovanna Russo, secondo cui «non si tratta soltanto del danneggiamento di strumenti sanitari ma di un attacco diretto alla possibilità di garantire cure, assistenza, dignità e tutela della salute all’interno di un istituto penitenziario già profondamente segnato da criticità strutturali, organizzative e di sicurezza che da troppo tempo attendono risposte concrete».
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