Un detenuto devasta le apparecchiature di telemedicina nel carcere di Arghillà. La garante Russo: «Gravissimo, a rischio assistenza sanitaria e sicurezza»

REGGIO CALABRIA – Grave episodio all’interno del carcere di Arghillà, dove un detenuto ha danneggiato in modo significativo le apparecchiature destinate alla telemedicina e all’assistenza sanitaria dei reclusi. Secondo quanto si apprende, l’uomo avrebbe chiesto di essere accompagnato in infermeria e, una volta giunto nell’area sanitaria, avrebbe distrutto i dispositivi utilizzati per garantire le prestazioni mediche a distanza, compromettendo un servizio considerato essenziale per la tutela della salute all’interno dell’istituto penitenziario.

CARCERE DI ARGHILLÀ, DANNEGGIATE APPARECCHIATURE DI TELEMEDICINA

A intervenire è la garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Giovanna Francesca Russo, che definisce l’accaduto «un fatto di eccezionale gravità istituzionale, umana e civile».

«Non si tratta soltanto del danneggiamento di strumenti sanitari – afferma Russo – ma di un attacco diretto alla possibilità di garantire cure, assistenza, dignità e tutela della salute in un istituto già segnato da criticità strutturali, organizzative e di sicurezza che attendono da tempo risposte concrete».