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Il centrocampista Manolo Portanova. compirà. 26 anni il prossimo 2 giugno
Il primo (e unico, per ora) giocatore a "parlare" dopo la retrocessione in Serie C della Reggiana è Manolo Portanova. Il centrocampista numero 90 ha affidato ai social un lungo messaggio "al popolo granata", come inizia il testo. Un testo che parla in parallelo sia dell’amarezza della retrocessione, sia della sua nota vicenda giudiziaria. "Ci sono stagioni che si dimenticano, e poi ce ne sono altre che ti restano dentro per sempre. Questa è una di quelle". Poi Manolo argomenta. "La retrocessione è un dolore enorme, fa male ogni giorno, perché quando ami davvero una maglia certe ferite non passano velocemente. Ho visto la delusione negli occhi della nostra gente, ho sentito il peso di ogni partita, di ogni silenzio, di ogni speranza spezzata". E da qui il parallelo di cui parlavamo. "Ma se c’è una cosa che questa città mi ha insegnato, è che noi non molliamo mai, mai davanti alle difficoltà, mai davanti alle cadute, mai davanti a chi prova a distruggerci. Ed è per questo che oggi sento il bisogno di parlare come uomo prima ancora che come calciatore. Per cinque anni sono rimasto in silenzio, cinque anni in cui ho visto raccontare la mia vita da persone che non hanno mai guardato davvero dentro la verità, in cui sono state scritte e dette cose assurde, devastanti, spesso costruite più sul rumore che sui fatti. Io ho sopportato tutto. Ho stretto i denti, ho aspettato, ho avuto rispetto della giustizia e delle istituzioni anche quando dentro sentivo il mondo crollarmi addosso. Ma arriva un momento in cui il silenzio diventa troppo pesante. Perché qui non si parla solo di me, si parla di un sistema che dovrebbe proteggere la verità e che invece troppo spesso sembra avere paura di guardarla davvero". Il lungo messaggio prosegue. "Ci sono messaggi inesistenti raccontati come fatti certi, e la cosa più grave è che tanti sanno più di quanto dicano. Ci sono media e persone che hanno letto gli atti e che conoscono contraddizioni, vuoti, assurdità di questa vicenda, ma troppo spesso prevale la paura, di esporsi, di andare contro una narrativa già scritta. E allora io oggi voglio dire una cosa con tutta la forza che ho dentro: non posso più stare zitto. Perché se un giorno Manolo Portanova dovesse essere condannato con prove di questo tipo, allora il problema non sarebbe più soltanto mio, ma saremmo tutti in pericolo. Io so chi sono, la mia famiglia sa chi sono. Il mio processo appartiene a me e alla mia famiglia. Una battaglia dolorosa che porteremo avanti con dignità, forza e rispetto. Sono consapevole che la mia voce, davanti al mondo, sia come un chicco di sabbia nel deserto, ma spero che quel chicco diventi più grande ogni giorno". Poi chiude ritornando di nuovo a Reggio e alla Reggiana. "Userò ogni canale possibile per farmi sentire. Una persona innocente può soffrire, cadere, ma non smetterà mai di lottare per la verità. E forse è questo che mi lega così tanto alla mia gente e a questi colori. Perché Reggio mi ha insegnato che si può perdere, soffrire, essere colpiti duramente, ma non bisogna arrendersi mai. Noi non molliamo. Non lo abbiamo mai fatto. E io non inizierò adesso. Forza Reggiana, sempre". Nei commenti valanga di solidarietà da parte dei tifosi granata. Tra l’altro un commento recita "Vediamo se rimane dopo queste belle parole". E spunta il "mi piace" dello stesso Portanova. Chissà che non sia un indizio di una sua permanenza anche in C.















