TRA emergenza abitativa, crisi delle città medie e sfide legate all’AI nasce la Fondazione B.Live, ente del terzo settore promosso da Lombardini22, il più grande gruppo italiano di progettazione e ingegneria. L’obiettivo è creare un ponte tra pubblico e privato su housing accessibile, rigenerazione urbana, data center e sviluppo territoriale, con attenzione alle “micropolitanee”, le città medie, oggi escluse dalle grandi direttrici degli investimenti, ma considerate da B.Live strategiche per il futuro del Paese. "Bisogna smettere di guardare ai territori dal punto di vista del singolo investitore e considerarli ecosistemi di comunità", spiega il presidente Marco Marcatili. "Fare interesse comune significa assumere tutti i punti di vista contemporaneamente", aggiunge. B.Live punta a un approccio multidisciplinare tra economia civile, urbanistica, neuroscienze e innovazione sociale.

Marcatili, perché Lombardini22 ha deciso di promuovere la fondazione?

"Perché sostiene che il Paese abbia bisogno di accelerare una crescita culturale capace di affrontare alcune grandi sfide sociali e territoriali. In particolare quelle legate al patrimonio pubblico, al disagio abitativo e al sostegno delle città medie italiane, che oggi rappresentano il vero fulcro del Paese, ma hanno ricevuto meno attenzione rispetto alle grandi aree metropolitane o ai piccoli comuni delle aree interne".