La casa è il punto di partenza, non il traguardo. È questa la convinzione che sta guidando una nuova fase...Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLa casa è il punto di partenza, non il traguardo. È questa la convinzione che sta guidando una nuova fase delle politiche abitative a Monza e Brianza, dove accanto agli investimenti per aumentare gli alloggi sociali prende forma una rete di servizi destinata a sostenere le persone che vivono nelle case pubbliche. Un cambio di paradigma che Aler Varese-Como-Monza Brianza-Busto Arsizio sta portando avanti attraverso la collaborazione con enti pubblici e Terzo settore.

Dopo l’attivazione dell’Ufficio mobile, un altro passo è stato compiuto due settimane fa nella sede Aler di via Baradello a Monza, dove si è riunito un tavolo che ha coinvolto Ats Brianza, Centro di servizio per il volontariato, Comunità della salute, cooperativa Remembrant, Diritti Insieme, Monza 2000, Novo Millennio e Caritas Monza con l’associazione Monza Ospitalità. Una collaborazione che permetterà un mutuo aiuto reciproco e una maggiore efficacia degli interventi.

La necessità di questo approccio nasce dall’evoluzione stessa del disagio abitativo. Sempre più spesso chi vive in una casa pubblica non ha soltanto bisogno di un tetto, ma anche di sostegno alle proprie fragilità. Su questo fronte il Comune di Monza ha avviato il progetto Monza Vicina, fondato sul passaggio di un camper attrezzato come sportello itinerante per ascolto e orientamento, affiancato da un secondo mezzo dedicato agli interventi manutentivi, che passano tra i 332 nuclei familiari che alloggiano nelle palazzine di via Giotto, via Pisacane, via Vespucci e via Sant’Anastasia. "L’idea è andare incontro alle esigenze delle persone prima che il disagio si aggravi", sottolinea l’assessora alle Politiche dell’abitare, Andreina Fumagalli.