Dalla sua cameretta fino al Salone del libro di Torino, per ricevere il premio internazionale contro l’auto reclusione. È il viaggio di Aurora Striparo, una studentessa dell’istituto Galvani-Iodi di Reggio, che rientra nel fenomeno di Hikikomori – un ritiro sociale prolungato dei ragazzi dai 14 ai 30 anni –, che nei giorni scorsi è salita sul podio della decima edizione del concorso internazionale ’Adotta L’orso’, un ‘iniziativa nata per dare voce a chi vive isolamento e reclusione.
A soli quattro giorni dalla scadenza, il concorso è stato proposto alla 17enne Aurora dalla docente di diritto Monica Di Bari e dalle insegnanti di sostegno che la seguono, Luigia Ambrosino e Chiara Salsi. "È stato bellissimo, quasi non mi sembra vero. Ascoltare i lavori degli altri ragazzi è stato emozionante. È stata una splendida esperienza", ha commentato Aurora, dopo aver ritirato il suo riconoscimento.
"Mia figlia legge e scrive da anni – racconta la mamma, Roberta Buffagni –. Quando ha saputo del concorso si è buttata a capofitto nella scrittura, giorno e notte senza dormire. Non ne ha parlato con nessuno fino a quando l’elaborato non era pronto, infine l’abbiamo inviato insieme".
La storia di Aurora è quella di una battaglia silenziosa contro la fobia sociale e scolare, un ritiro dal mondo iniziato in seconda media a seguito di alcuni problemi familiari: "Aveva delle crisi profonde – continua la mamma –. In quel periodo, il contesto scolastico non aiutò, da lì ha iniziato a non uscire più di casa". Negli anni ci sono stati dei miglioramenti, seppur complessi: "I periodi di ‘down’ però sono ricorrenti – aggiunge –. Ora siamo in un momento di apertura".










