Teherna: i pasdaran non sono ottimisti. Petrolio in calo e borse in rialzo. Il nodo del nucleare e la prudenza di Trump

Gli Stati Uniti hanno raggiunto un «accordo di principio» con l’Iran per finire la Guerra del Golfo. Ma l’approvazione definitiva da parte dei leader di entrambe le parti potrebbe richiedere giorni. Secondo un alto funzionario Usa Teheran avrebbe detto sì a un patto che includerebbe lo smaltimento dell’uranio altamente arricchito. Oltre a un ampio impegno sui principi. Le modalità con cui Teheran lo farà sono però ancora oggetto di negoziazione, ha affermato il funzionario statunitense. Lo scrivono il New York Times, la Cbs e la Cnn.

Sul fronte iraniano invece una fonte citata l’Iran dall’agenzia di stampa Tasnim e legata alle Guardie Rivoluzionarie, ripresa da Iran International, dice che la Repubblica Islamica non nutre «alcun ottimismo» nei confronti di Washington e ha descritto gli attuali scambi di messaggi con gli Stati Uniti come condotti con profondo pessimismo verso il governo americano. Secondo il rapporto, non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo e permangono divergenze su diverse disposizioni in discussione.

Le Borse

Intanto oggi 25 maggio i prezzi del petrolio sono scesi in Asia. Il prezzo del greggio Brent del Mare del Nord era in calo del 4,25% a 99,14 dollari al barile. Il greggio West Texas Intermediate (WTI) è sceso del 4,55% a 92,20 dollari al barile. Alla Borsa di Tokyo, l’indice di riferimento Nikkei è salito del 2,72% a 65.062,31 punti intorno alle 2:30 GMT. Taipei ha guadagnato il 3,1%, Shanghai lo 0,6% e Sydney lo 0,5%. Hong Kong e Seul sono rimaste chiuse lunedì, così come Londra e New York.