CASARSA - Quell’aereo appeso era una calamita per i bambini. Bastava passare di fronte alla vetrina, per rimanere qualche secondo incantati. Anche perché lì dentro, poi, c’era di tutto: i vecchi dischi in vinile, radio per appassionati, velivoli di aeromodellismo per tutti i gusti. Era rimasta orfana, Casarsa, quando poco prima della pandemia - nel 2019 - il negozio aveva spento le luci per sempre. E ora se n’è andata anche l’anima, di quel posto fermo nel tempo. Casarsa ha perso Benito Scodeller. Il negoziante è morto nella notte tra sabato e ieri all’ospedale di San Vito. Aveva 87 anni e poche ore prima di andarsene ha incontrato per l’ultima volta gli amici del gruppo aeromodellismo del Tagliamento. Li ha riconosciuti e salutati. Un ultimo tributo alla sua passione.

Benito Scodeller era uno di quei commercianti che un paese non può dimenticare. Dopo aver lavorato per la Zanussi come progettista tecnico, nel 1962 aveva aperto il suo primo negozio a Casarsa, davanti alla stazione dove oggi c’è un ristorantino etnico. «Radio, tv e i primi elettrodomestici», ricorda la figlia Stefania. Erano gli anni del boom, della lavatrice al posto del fiume per lavare i panni. E Benito era tra i primi a cavalcare l’onda. Diverse, le sedi cambiate nel corso degli anni: via XXIV Maggio, poi negli spazi di Malacart, infine in via Risorgimento. Con gli elettrodomestici rimasti sullo sfondo, il negozio si era specializzato nella vendita di dischi. Era l’epoca del grande vinile, del disco da collezione, della musica per la quale dovevi aspettare. Ma quale streaming. E si andava da Benito. Solo nel 2019, già più che ottantenne, la serranda abbassata.