HomeSarzanaCronacaI giovani che hanno scelto di tornare. “Qui ritmo lento, natura e socialità”Cinque storie, raccolte all’Erbacce Fest, di chi ha scelto di rientrare e costruire il proprio futuro sul territorioIl gruppo di ’Doxa Magazine’. Da sinistra: Samuele Fasoli Cozzani, Giulia Nobili, Davide Azzarini e Giulia AlibaniRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSarzana, 25 maggio 2026 – Che rapporto hanno i giovani con le terre in cui scelgono di vivere? L’Erbacce Fest, il festival ligure-apuano ospitato alla Batteria Chiodo e dedicato alle storie di chi resta e di chi lascia le province della Spezia e Massa-Carrara, è stato un punto di incontro fra associazioni, collettivi, imprese e realtà locali. Un’occasione per confrontarsi su ciò che il territorio offre oggi ai più giovani e sulle opportunità che, nonostante le difficoltà, si possono ancora coltivare. Fra gli stand del festival trova spazio anche Valentiny, il laboratorio di ceramica fondato dalla ventottenne Valentina Razzauti.

I ritmi frenetici

“Nel 2024 – racconta – ho aperto da sola un angolo creativo in uno dei fondi sfitti del centro storico di Sarzana, dopo alcune esperienze lavorative negative. Ho studiato a Milano, ma mi mancavano un contesto più piccolo e ritmi meno frenetici. La lontananza ha acceso il richiamo di casa: ho aperto gli occhi e deciso di tornare per lavorare a Sarzana, trovando la mia strada in quello che può offrire il territorio”. Per Razzauti scegliere la provincia ha significato anche scontrarsi con una certa diffidenza verso i progetti creativi. “È difficile – spiega – perché le generazioni precedenti spesso non sono molto aperte mentalmente verso attività di questo tipo. Però Valentiny oggi è diventata la mia identità e sento che fa parte della città”.