Una domenica da leggere in chiaroscuro per il calcio siciliano nei play off nazionali di Eccellenza. Da una parte c’è l’entusiasmo travolgente dell’Avola, che al “Meno Di Pasquale” ha messo una seria ipoteca sulla qualificazione alla finalissima grazie a un netto e meritato 3-0 contro i lucani dell’Angelo Cristofaro. Dall’altra, invece, c’è l’amarezza del Kamarat, sconfitto 2-0 sul campo del Trebisacce e adesso obbligato a una vera e propria impresa nel match di ritorno.

L’immagine che esce da questa semifinale d’andata è quella di una Sicilia a due facce, capace di esaltarsi con una prestazione autoritaria e concreta, ma anche costretta a inseguire quando il margine d’errore ormai si è ridotto al minimo.

Avola, tre colpi e semifinale indirizzata

L’Avola ha fatto tutto quello che doveva fare, e forse anche qualcosa in più. In un “Meno Di Pasquale” vestito a festa, la formazione rossoblù ha approcciato la gara con personalità, intensità e grande lucidità, riuscendo a chiudere di fatto i conti già nel primo tempo. Le reti di Alfò, Figini e Dos Santos hanno certificato una superiorità evidente, sia sul piano del gioco sia sotto il profilo mentale.

Il 3-0 non è soltanto un risultato largo: è la fotografia di una squadra che ha saputo interpretare la partita con maturità, senza frenesia ma con feroce concretezza. In gare di questo tipo, dove ogni episodio può cambiare l’equilibrio della doppia sfida, l’Avola ha avuto il merito di colpire nei momenti giusti e di non concedere spiragli agli avversari.