Con il sorgere del sole a Kiev domenica, il fumo nero di diversi incendi si è diffuso sullo skyline, lasciando un odore acre in varie zone della città. E danni diffusi a palazzi residenziali, uffici, negozi, scuole, magazzini, all'ingresso di una stazione della metropolitana. Persino al ministero degli Esteri ucraino e in piazza Piazza Maidan, il cuore del centro storico della capitale. Colpito anche il complesso dove vive l'ambasciatore dell'Albania, Paese che ha convocato l'ambasciatore russo a Tirana, mentre l'onda d'urto non ha risparmiato gli studi delle emittenti pubbliche tedesche Ard e Deutsche Welle. Poche ore prima i vigili del fuoco lavoravano a tutto spiano con gli idranti per spegnere le fiamme in decine di edifici danneggiati, mentre i soccorritori evacuavano i feriti tra le macerie.

Sono le scene dell'ultimo attacco russo su vasta scala, la vendetta promessa da Vladimir Putin dopo il raid ucraino che ha causato 18 vittime in un edificio nel territorio occupato del Lugansk (un dormitorio studentesco secondo Mosca, un sito militare per Kiev). Una pioggia di 90 missili Iskander, Kinzhal e Zircon e di 600 droni, durata diverse ore, che ha ucciso quattro persone e ne ha ferite oltre 80 tra Kiev ed altre zone del Paese. È uno dei bombardamenti più pesanti dall' inizio della guerra, aggravato dall'uso per la terza volta del missile ipersonico Oreshnik, la nuova arma a medio raggio dello zar che spaventa anche l'Europa: il razzo — che può trasportare testate nucleari — ha colpito Bila Tserkva, una città di 200.000 abitanti situata a circa 60 km dalla periferia di Kyiv. Per ora il bilancio delle autorità locali parla di almeno due morti e 69 feriti nella capitale, e di altre due vittime e nove feriti nella regione di Kiev.