Da una parte, chi vede l’occasione per assestare un’altra “spallata” al governo, la seconda di fila dopo il referendum sulla giustizia. Dall’altra, chi punta a dimostrare che il Paese è ancora dalla sua, e che i risultati dell’esecutivo pagano. Non sarà un voto nazionale, quello amministrativo di oggi e domani. Ma considerato che in ballo ci sono comunque 18 capoluoghi al voto (il più importante è Venezia) e 6,6 milioni di cittadini mobilitati, da una parte e dall’altra sarà inevitabile la tentazione di leggere i risultati comunali in chiave nazionale. Soprattutto considerato che quello che si chiude domani alle 15 potrebbe essere l’ultimo appuntamento elettorale prima del voto politico dell’anno prossimo, se davvero alle urne si andrà in primavera.

La sfida del centrosinistra Ecco allora che nei partiti si fa di conto e si elaborano scenari e strategie. Chi potrebbe avere di più da guadagnare da un risultato positivo è il centrosinistra. Con il fronte progressista determinato a conquistare Venezia con il dem Andrea Martella dopo undici anni di centrodestra, non soltanto per una questione locale. Ma anche (e forse soprattutto) per lanciare un nuovo “avviso” al governo di Giorgia Meloni: il vento è cambiato, e non spinge più nelle vele della maggioranza. E poi c’è la questione dell’ex Toscana “rossa” che sta molto a cuore ai dem. Dei tre capoluoghi al voto (Pistoia, Arezzo e Prato), due sono in mano da un decennio al centrodestra. Per Elly Schlein, l’impresa non facile di riconquistarli sarebbe nuova linfa alla narrazione secondo cui il clima nel Paese sta cambiando. L'obiettivo del centrodestra Certo, esiste pure lo scenario contrario: quello di un centrodestra che invece vuole strappare agli avversari Reggio Calabria (con l’azzurro Francesco Cannizzaro) e conquistare anche Messina, sulle due sponde del futuro Ponte sullo Stretto. Così da poter poi rivendicare:altro che contrarietà al progetto, i siciliani e i calabresi sono con noi. Al netto di Venezia e Reggio però, a decidere chi avrà vinto o perso questa tornata di comunali potrebbe essere come sempre il pallottoliere. Dei 18 capoluoghi di provincia al voto, nove sono governati attualmente dal centrodestra, otto dal centrosinistra, uno da Sud chiama Nord. Se lunedì sera il verdetto numerico sarà lo stesso, ciascuno potrà rivendicare di aver portato a casa il risultato. Che sia un pareggio oppure no.