di

Federico Fubini

Anche con un eventuale accordo fra Stati Uniti e Iran pesano l’incertezza sulle mine, i danni alle infrastrutture, la corsa alle scorte e il precedente di Bab el-Mandeb

La storia recente non offre molti precedenti di chiusure più o meno complete di uno stretto a causa di una guerra. Ma tutti gli esempi degli ultimi decenni puntano nella stessa direzione: non sarà rapido.

Il ritorno alla normalità in un braccio di mare nel quale si è combattuto richiede sempre molto tempo ed è improbabile che questa volta sia diverso. Anche se realmente nelle prossime ore gli Stati Uniti e l’Iran annunciassero la firma di un accordo, per quanto transitorio, che riapre lo Stretto di Hormuz alla navigazione senza condizioni.