All’Umbertino va in scena la «seconda puntata». Dopo le ore piccole tra l’8 e il 9 maggio, ecco una replica in grande stile nella notte tra il 9 e il 10. La movida fracassona colpisce ancora animando le strade del piccolo quartiere del centro dall’1,30 fino ad oltre le 4. Una sorta di attesa dell’alba tra canti, balli e cori a squarciagola. Con i residenti condannati a restare svegli, con la sola opportunità di riprendere tutto dai balconi per documentare un party a cielo aperto e sperare in una risposta.

Il «triangolo» critico La zona colpita da un disagio ingovernabile è sempre la stessa: ovvero, l’incrocio tra via Cognetti, via Abbrescia e largo Adua. Un punto in cui si riversano migliaia di persone che non frequentano locali «strutturati» (ovvero dotati di un numero ampio di posti a sedere all’interno oppure di tavolini e plateatici per l’esterno) sostano per strada solitamente consumando bevande alcoliche anche ben oltre la mezzanotte, malgrado il divieto posto dalla legge nazionale che impedisce la vendita di alcolici dopo le 24. Un popolo «eterogeneo» che, tuttavia, si arricchisce sempre più di ragazzini di 15-16 anni. Ma non mancano i più grandi, così come giovani che si danno appuntamento nella zona tramite social. Il sospetto più grave è proprio la volontà di «appropriarsi» di una zona che deve diventare «intoccabile» sulla vita notturna, con atteggiamenti talvolta tracimanti nel gusto della «sfida» a chi in qualche maniera palesa la possibilità di restrizioni.