La richiesta è chiara condivisa. Dal convengo “Tutela de Sas Balentias a Khadu in Sardigna”, che ha coinvolto nel fine settimana a Tramatza cavalieri, studiosi e sindaci provenienti da tutto il territorio, è mersa l’esigenza di riconoscere e tutelare le manifestazioni equestri sarde come parte fondamentale dell’identità culturale dell’Isola, garantendo sicurezza e rispetto delle tradizioni senza creare danno agli organizzatori.
L’evento è stato promosso, moderato e presentato da Gian Pasquale Piras, che ha sottolineato e spiegato le criticità sull’attuazione del Decreto Abodi nell’ambito delle manifestazioni equestri sarde e la tutela del benessere animale. L’apertura dei lavori è stata affidata all’archeologo Nicola Dessi che ha ricordato le antiche radici della cultura equestre sarda, richiamando importanti testimonianze storiche. Tra gli interventi più rilevanti quello dell’antropologo Sebastiano Mannia, che ha sottolineato come ogni manifestazione possieda caratteristiche proprie legate al territorio e alla comunità che la custodisce, ed evidenziato l’importanza di tutelare le tradizioni.
Ospiti del convegno anche la sindaca di Cossoine, Sabrina Sassu, che ha raccontato le difficoltà burocratiche affrontate nell’organizzazione dell’Ardia di San Sebastiano, ribadendo la necessità di norme più adatte alle manifestazioni tradizionali. Sulla stessa linea il sindaco di Sedilo, Salvatore Pes, che ha ricordato gli anni di tensione con le autorità competenti e l’impatto dei decreti nazionali sulle corse equestri.











