Sardara. 21 maggio 2026 alle 00:17«Un grave rischio per l’equilibrio ambientale e sanitario dell’area»

Dalla denuncia politica alle proteste dei cittadini alla diffida del Comune alla battaglia legale davanti al Tar Sardegna. A scrivere una nuova pagina sulla travagliata vicenda della stalla da 1.200 bovine da latte nel territorio di Sardara, a meno di 2,5 chilometri dalle strutture termali, questa volta sono le due società che gestiscono le Terme, Idroterme Sardara e Sardegna Termale.

Ai giudici amministrativi chiedono l’annullamento dell’“Autorizzazione unica”, rilasciata dalla Zona economica sociale (Zes) della Presidenza del Consiglio dei ministri alla “Cooperativa Produttori Arborea, società agricola".

Danni ambientali

Nel mirino finisce soprattutto il possibile impatto ambientale dell’allevamento, una procedura che la Regione ha deciso di escludere. Secondo le ricorrenti, la vicinanza della stalla con gli stabilimenti termali rappresenterebbe «un grave rischio per l’equilibrio ambientale e sanitario dell’area». Le aziende evidenziano l’attività che «si fonda sulla presenza delle sorgenti termo-minerali che alimentano piscine e centri benessere, soprattutto cure termali convenzionati col servizio sanitario nazionale, ogni anno circa quattromila pazienti ne usufruiscono». Ricordano che l'attivià «rappresenta una realtà ultramillenaria, oggi con circa 175 lavoratori impiegati e un rilevante indotto economico che si riflette su un comune di soli 3.700 abitanti». L’autorizzazione potrebbe comportare «il rischio di contaminazione delle falde da nitrati, legato allo spandimento dei reflui zootecnici». Critica la gestione dei liquami: «Si ipotizza una produzione annua di circa 21.900 metri cubi di reflui zootecnici sul bacino di alimentazione delle sorgenti».Contestato anche il procedimento tecnico.