Anche Intesa Sanpaolo e Bper entrano nel consorzio europeo per una stablecoin ancorata all’euro che sale a 37 banche. Dalla moneta digitale di Bancomat al piano italo-tedesco contro la “dollarizzazione digitale”, ecco cosa si muove nell’Ue tra sovranità monetaria, blockchain e timori della Bce
Anche Intesa Sanpaolo e Bper salgono a bordo di Qivalis, il consorzio bancario europeo che punta a lanciare una stablecoin ancorata all’euro e regolata secondo le norme Ue. Con l’ingresso dei due gruppi italiani – insieme ad altri 23 istituti – il progetto arriva a quota 37 banche in 15 paesi europei e prova ad accelerare sulla costruzione di un’infrastruttura continentale dei pagamenti digitali alternativa al dominio americano. Un tema che ormai intreccia finanza, tecnologia e geopolitica.
COSA CAMBIA CON L’INGRESSO DI INTESA E BPER IN QIVALIS
Qivalis nasce nel 2025 da un gruppo di nove-dieci grandi banche europee, tra cui Unicredit, Banca Sella, Ing, CaixaBank, Danske Bank e Raiffeisen, con sede ad Amsterdam e supervisione della banca centrale olandese. L’obiettivo è creare una stablecoin basata sull’euro utilizzabile per pagamenti e regolamenti finanziari su blockchain, cioè direttamente attraverso registri digitali decentralizzati.














