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Serena Palumbo, da Londra
Accanto al profilo politico anche una dimensione più intima: il rapporto con cani, gatti, pappagalli, cigni e cavalli, definito dal suo ultimo segretario privato «uno degli aspetti più affascinanti del suo carattere»
LONDRA - Le lancette sono immobili sulle 16:58 del 15 ottobre 1940. Da allora non si sono più mosse. Nella sala del War Cabinet delle Churchill War Rooms, nel cuore sotterraneo di Londra, quell’orario mostra ancora l’avvio della prima riunione del gabinetto di guerra presieduto da Winston Churchill. Gli orologi, rimasti intatti, hanno trasformato il bunker in un’immagine cristallizzata della Seconda guerra mondiale.
Ed ecco che visitare oggi quei cunicoli sotterranei significa attraversare un frammento di storia rimasto pressoché intatto: corridoi angusti, mappe fitte di puntine, telefoni criptati, ambienti fermi al 1945, anno della fine del conflitto. In quegli spazi - oggi silenziosi, ma un tempo attraversati da comunicazioni incessanti, passi rapidi e ordini concitati - si riesce ancora a percepire la presenza di Churchill: alla scrivania, con il sigaro tra le dita, immerso nella macchina decisionale della resistenza britannica.








