I leader dei partiti si sono spesi in prima persona soprattutto a Venezia, dove il centrosinistra punta al ribaltone. Le sfide da Nord a Sud: dove si presenta anche il movimento del generale Vannacci

Si apre questa domenica la due giorni delle amministrative che porterà ai seggi circa 6,3 milioni di italiani, chiamati a rinnovare le giunte di quasi 750 Comuni, di cui 661 nelle Regioni a statuto ordinario e i restanti in quelle a statuto speciale. I riflettori, da Nord a Sud, sono accesi soprattutto su 18 capoluoghi di Provincia: Venezia in Veneto, Reggio Calabria e Crotone in Calabria, Lecco e Mantova in Lombardia, Arezzo, Pistoia e Prato in Toscana, Fermo e Macerata nelle Marche, Chieti in Abruzzo, Avellino e Salerno in Campania, Andria e Trani in Puglia, oltre a Messina, Enna e Agrigento in Sicilia.

Test per le coalizioni tra Venezia e Reggio Calabria

Centrodestra e centrosinistra hanno battuto i territori fino all’ultimo, con un duplice obiettivo: difendere le casseforti e provare il colpaccio nelle città avversarie. La maggioranza di governo vorrebbe sottrarre Reggio Calabria al campo largo, mentre il fronte progressista sogna di chiudere gli 11 anni consecutivi di Luigi Brugnaro a Venezia, capoluogo di una Regione storicamente leghista. È qui in particolare che la sfida ha il sapore del test nazionale, con il centrodestra che insiste sul valore locale del voto, mentre il centrosinistra spera nel ribaltone da caricare con un ben più pesante significato politico.