Secondo una diffusa battuta, nata sui social, “Il Molise non esiste”. L’invisibilità mediatica della regione l’ha protetta dal turismo di massa, preservandone la bellezza. A sole due ore di auto da Roma, il Molise esiste eccome: lo si scopre nei borghi che si arrampicano sulle colline, nella quiete delle antiche chiese e dei siti archeologici, attraversando la sua natura incontaminata. Ha un carattere schivo e autentico. E possiede il fascino dei vuoti, dei silenzi.

Viaggio in Molise, cosa vedere assolutamente

Può capitare di visitare in pochissimi giorni i suoi luoghi più preziosi, come il Parco Archeologico di Sepino (parcosepino.it) dove i resti di età romana si fondono romanticamente con il paesaggio agreste. «Un sorso di antichità in un bicchiere d’argento»: così definì il sito lo storico dell’arte Cesare Brandi in Terre d’Italia (Bompiani).

Saepinum, “la città sul tratturo”, prima sannita e poi romana, fu costruita lungo un tratto dell’antichissimo Tratturo Pescasseroli-Candela, “l’autostrada dei pastori” percorsa con le greggi durante spostamenti stagionali (la transumanza) dalla Puglia verso i pascoli d’alta quota abruzzesi, e viceversa.

Passeggiando sul basalto di epoca romana, all’incrocio tra Decumano e Cardo si incontra la Basilica Forense, con colonne sormontate da capitelli ionici. Lungo la cinta muraria si aprono quattro porte di fronte ai tracciati che conducono al Foro, al complesso termale. E al piccolo museo all’interno dei casali settecenteschi che circondano la cavea del Teatro, l’edificio più monumentale. Il verde degli alberi tra le vestigia romane rende il Parco Archeologico di Sepino paesaggisticamente unico.