Essere l'ultima regione italiana per numero di visitatori non è necessariamente un limite. Per il Molise è diventato la chiave di un privilegio raro: la possibilità di offrire un'Italia ancora autentica. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, è infatti la regione italiana con il minor numero di presenze turistiche. Mentre molte destinazioni cercano ogni estate di gestire il peso del turismo di massa, questa piccola regione tra i monti e il mare continua a viaggiare a un altro ritmo. Un territorio dove la bellezza non si calcola in numeri, ma nella qualità del tempo che restituisce a chi decide di attraversarla.

Il viaggio può cominciare da Campobasso, capoluogo raccolto ai piedi del colle dominato dal Castello Monforte. La fortezza, monumento nazionale e simbolo della città, è il punto migliore per orientarsi tra la parte più antica, fatta di vicoli, scalinate e case addossate alla collina, e quella più moderna. Poco distante, il Museo Sannitico permette di entrare nella storia più antica della regione attraverso reperti che raccontano il mondo dei Sanniti e la successiva romanizzazione del territorio.

Lasciata Campobasso, la strada entra in un Molise di piccoli paesi e paesaggi aperti. A Pietracupa il borgo sembra nascere dalla grande roccia che lo domina. La morgia, una caratteristica formazione rocciosa, ospita al suo interno la chiesa di Sant'Antonio Abate, scavata nella roccia nella seconda metà del Seicento. Poco distante si incontra Bagnoli del Trigno, soprannominato la “perla del Molise”, un borgo fiabesco aggrappato a uno sperone di roccia e dominato dal Castello Sanfelice. È uno di quei luoghi in cui vale la pena fermarsi senza un programma preciso, per affacciarsi sul panorama delle colline e delle vallate.