Fra papaveri e "Papere (vagabonde": in questo aeroclub l'ironia è di casa fin dal nome), ieri risuonava la voce di Fiorenza De Bernardi. Se non fosse volata in cielo lo scorso 6 dicembre, il 22 maggio la pioniera dell'aviazione femminile italiana avrebbe festeggiato i suoi 98 anni. Le amiche dell'Associazione donne dell'aria hanno voluto celebrarla ugualmente all'aviosuperficie di Caposile, a San Donà di Piave, trasmettendo alcuni spezzoni delle sue spassose interviste. Come quello in cui la prima pilota di linea in Italia (e quarta nel mondo) raccontava un aneddoto più eloquente di mille trattati sul pregiudizio e sulla tenacia: «Una volta un uomo appena salito a bordo, vedendo che c'era una comandante, disse che gli dispiaceva ma doveva scendere. La risposta? "Ma no, scendo io. Le mando un mio collega: ha duemila ore meno di me, però ha i pantaloni...". Ecco, all'inizio ero trasparente, neanche "buongiorno" mi dicevano gli altri dipendenti della compagnia, finché un giorno sono sbottata: "Ragazzi, io sono qui e ci rimango, arrangiatevi". Così siamo diventati amici. Mi hanno chiesto se volevo la divisa come loro. Ho risposto: "No, voglio la gonna, perché voglio che da lontano si veda che c'è una donna". Comunque forse erano più le donne che gli uomini ad avere un po' di timore, perché non si ritenevano in grado di fare quello che facevi tu. Ma poi quando ti vedevano sul posto di lavoro, credevano che tu fossi un dio».