Suello (Lecco), 24 maggio 2026 – Con la testa fra le nuvole non si invecchia mai. A vederli, quei piloti che si sono radunati ieri ai piedi del monte Cornizzolo, non hanno nulla di “antico”. Forse l’età anagrafica, per chi è abituato a frequentare il cielo pilotando una vela in cerca di correnti ascensionali, conta fino a un certo punto.
C’è chi vola dagli anni ‘70 e non ha mai smesso. Il “Parapendio Club Scurbatt” ha deciso di premiare tutti coloro che hanno superato quota “101”, (l’età sommata agli anni di attività di volo) e sono una trentina provenienti da diversi club quelli che si sono ritrovati per celebrare il traguardo in atterraggio a Suello. Un parapendio in volo sopra il lago di Pusiano
Il pioniere
“Staccare i piedi da terra è una ricchezza per l’essere umano”, le parole di Alfio Caronti, comasco, uno dei padri e pionieri del volo libero con il primo “pazzo volo” con un “aquilone“ sul lago di Como il 4 novembre del 1971, descrivono l’incredibile ricchezza di sensazioni che un singolo gesto racchiude in sé.
“Oggi si tende troppo a stare con i piedi per terra un po’ in tutti i sensi. Ognuno di noi dovrebbe provare questo immenso senso di grandezza che aiuta a sconfiggere tutte le paure”. Da sinistra Giorgio Sabbioni, Pietro Bacchi e Pino Toselli








