Inviato a Cagliari Oggi ultimo giorno di regate a Cagliari e da domani gli occhi saranno puntati tutti su Napoli. Senza dover aspettare il 2027 perché a settembre le preregate arrivano nel Golfo, un motivo di orgoglio ulteriore per Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, un punto di riferimento per i grandi eventi in Italia. «Siamo diventati un punto di riferimento anche per i team, a partire da Luna Rossa che ci ha detto subito sì per le regate a Nisida». Ma ora che aspettative ci sono in vista di Napoli? «L'America's Cup del 2027 a Napoli sarà la più bella di sempre. L'Italia ha tutte le caratteristiche per trasformare un grande evento sportivo in qualcosa di molto più grande: una esperienza, un racconto, una vetrina internazionale che unisce sport, cultura, paesaggio, tecnologia e identità. Napoli sarà la protagonista naturale di questa straordinaria avventura, ma i benefici non si fermeranno ai confini della città».

C'è Napoli al centro di tutto. «Basti pensare che Roma è a un'ora di treno da Napoli e sarà coinvolta in questo flusso straordinario di persone, di appassionati, di turisti, di operatori economici e di addetti ai lavori. Anche le strutture ricettive della Capitale ne trarranno vantaggio».C'è anche l'impegno del Governo in questa avventura. «A partire dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha lavorato con grande determinazione per portare in Italia un evento globale che coinvolge milioni di appassionati di tutto il mondo».Napoli vuol dire anche e soprattutto Bagnoli. «L'America's Cup sarà un acceleratore straordinario del grande piano di riqualificazione e rigenerazione che il Governo ha avviato per trasformare l'area di Bagnoli. L'obiettivo è costruire un moderno polo turistico, balneare e commerciale che possa restituire pienamente ai cittadini uno spazio straordinario. Stiamo facendo un grande lavoro di squadra che coinvolge il commissario straordinario per Bagnoli e sindaco Manfredi, Invitalia e tante altre istituzioni. Bagnoli tornerà a rinascere. Diventerà un luogo di tutti e per tutti. Vogliamo costruire qualcosa che resti nel tempo anche dopo la fine dell'evento».In questa direzione va anche il protocollo che Sport e Salute ha firmato con la Federazione italiana vela. «Vogliamo rendere questo sport sempre più accessibile. La vela non può essere percepita come una disciplina riservata a pochi: deve diventare uno strumento di inclusione, di crescita e di partecipazione. L'America's Cup deve lasciare anche questo tipo di eredità: avvicinare nuove generazioni al mare, allo sport e ai valori che rappresenta».E non bisognerà aspettare il 2027. «Sì, perché già da settembre di quest'anno Napoli ospiterà le regate preliminari e il Golfo si trasformerà in uno stadio a cielo aperto, nel Maracanà della vela. Sarà uno spettacolo unico in un luogo che già da solo è uno scenario straordinario».Che tipo di eredità volete lasciare? «Innanzitutto sociale. Sport e Salute, su indicazione del Governo, lavora quotidianamente su questo fronte. Stiamo portando avanti un lavoro molto importante, insieme al Ministero dell'istruzione e del merito e al ministro per lo sport e i giovani Abodi, contro l'abbandono scolastico e contro il "drop out", cioè l'allontanamento dei ragazzi dallo sport in età molto giovane. Ci siamo accorti che intorno ai dodici anni tanti ragazzi smettono di praticare sport, si allontanano dalle attività e restano sul divano. È un problema che non possiamo più ignorare».E la vostra missione? «Trattare tutti come i campioni. Entrare nei luoghi dove per troppo tempo sono rimasti gli ultimi e creare opportunità. Lo stiamo facendo a Caivano, dove il Centro sportivo Pino Daniele, grazie alla visione del Governo, è stato riqualificato in sei mesi e da teatro degli orrori è stato restituito ai giovani. Lì, ora, tanti ragazzi stanno trovando nello sport un'occasione concreta di crescita. Alcuni di loro sono venuti agli Internazionali di tennis a Roma, poi sono stati coinvolti in altre esperienze come quella della regata preliminare dell'America's Cup a Cagliari, e saranno sempre più protagonisti. Lo sport porta sviluppo, valori e possibilità di crescita».In questa visione si inserisce anche Sport Illumina. «È un progetto ideato da Sport e Salute e finanziato con 31,8 milioni di euro dal ministro per lo sport e i giovani. Entro il 2026 porteremo sport gratuito e accessibile in 85 comuni italiani (in Campania sono 7 quelli coinvolti, Napoli, Aversa, Casoria, Casalnuovo, Torre del Greco, Salerno, Benevento) restituendo vita a piazze abbandonate e spazi da riqualificare da Nord a Sud creando un ponte verso il centro. Dove oggi ci sono vuoti vogliamo costruire comunità».Per questo al vostro fianco ci sarà anche il mondo universitario. «Vogliamo costruire accordi con tante università italiane, dalla Federico II ai Politecnici, perché crediamo che ricerca, formazione, innovazione e sport possano produrre un'eredità duratura. Faremo tutto ciò che sarà possibile affinché Napoli non sia soltanto il palcoscenico del 2027, ma possa continuare a esserlo anche nel 2029».