Che Giorgia Meloni abbia a cuore la sua immagine internazionale non è una novità. La premier prova a scansare le beghe politiche interne. Ma l’esterofilia paga fino a un certo punto. Soprattutto, il richiamo del Parlamento ruggisce. Anche per i pastrocchi che combinano i suoi eletti. La premier prova a volare alto. Incontra (per la settima volta!) l’indiano Narendra Modi, stabilisce con l’India una partnership “speciale strategica”, sogna di tornare a New Delhi entro fine legislatura, sigla sette intese, promette un balzo di altri 6 miliardi nel’interscambio con il gigante indiano entro tre anni. Tutto fila liscio, pare - potete recuperare qua. Ben più teso dovrebbe essere il bilaterale di settimana prossima, quando a Roma sbarcherà Pedro Sanchez, nemesi meloniana, ufficialmente per vedere il Papa. Uno spazio per il faccia a faccia a Palazzo Chigi potrebbe spuntare, scrive il catalano La Vanguardia. Ma a guastare il sonno della premier è ben altro.
Sono Giulio Ucciero, cronista politico di Huffpost, e in questa puntata di Papaveri e Papere, andiamo dritto al punto: Israele. Le scene degli attivisti della Flotilla scuotono il governo, tanto da annunciare “sanzioni” contro Itamar Ben Gvir, fanatico ministro che mette in difficoltà l’esecutivo.






