da New YorkLa potremmo definire una danza macabra. Donald Trump in questi ultimi giorni alterna nuove minacce di attacchi contro Teheran, aperture verso piani di pace che potrebbero essere approvati molto presto, e la sicurezza che il fango dell'Iran potrebbe non solo scontentare i suoi elettori (con tre nuovi sondaggi che lo danno ai minimi storici), ma anche i suoi alleati, in particolare Israele. Per capire quanto sia soprattutto Trump a voler arrivare a un accordo, che in questo momento dovrebbe essere parziale permettendo una nuova tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz, evitando nuovi bombardamenti, basta guardare i suoi spostamenti e la decisione di cancellare tutti gli impegni del weekend del Memorial Day. Ha evitato di andare nella sua residenza in Florida di Mar-a-Lago, restando a Washington, alla Casa Bianca. Ma soprattutto ha annunciato di dover «rinunciare» al matrimonio di Don Jr., il suo primogenito, alle Bahamas. E poi nessuna cena, nessun divertimento, meeting e incontri senza sosta fino al pomeriggio inoltrato. Venerdì, parlando dallo Studio Ovale, aveva detto che se fosse andato alla cerimonia di suo figlio sarebbe stato «ucciso» e se avesse saltato «sarebbe stato ucciso» comunque e sempre «dai media delle fake news, chiaramente». Poche ore dopo aveva confermato la scelta di restare alla Casa Bianca: «Sono nel mezzo di tutto, sapete, non è un buon momento per me. Ho questa cosa chiamata Iran e altre cose. È una di quelle situazioni in cui comunque vada ci perdo», si era scusato con il figlio.