di Francesco MoroniAndrea Bolognesi, direttore di Canali di Bologna, lei sul Carlino aveva già parlato dell’ipotesi di un tunnel che collegasse Ravone e Reno. Allora l’aveva chiamato ‘collettore di gronda’: è il nome scientifico del più affettuoso ‘tubone’?

"Sì, è l’opera con la O maiuscola, in grado di mettere in sicurezza la città. Qualsiasi altro intervento sarebbe una miglioria, ma soltanto un palliativo".

Comune e Regione hanno parlato di 8-10 anni e circa 100 milioni a livello di costi. Sono numeri plausibili secondo lei?

"I tempi possono essere più o meno questi. Per quanto riguarda i costi, io avevo detto 150 milioni, forse 200, ma si era trattato di un calcolo molto a spanne. Ricordo in ogni caso che, in un lavoro del genere, l’imprevisto è all’ordine del giorno".

La strada, però, è giusta?