Bologna, 23 maggio 2026 – Il ‘tubone’ a Bologna è già sulla bocca di tutti. Presentato nemmeno 48 ore fa, ne parlano i comitati, i politici, i tecnici, i neofiti. Una galleria scolmatrice lunga due chilometri e mezzo, sotto la Basilica di San Luca, capace di sgravare il torrente Ravone che attraversa Bologna – dalla Collina fino alle viscere della città – in caso di piena e deviare l’acqua nel fiume Reno. Un’opera con una portata tra i 40 e i 70 metri cubi al secondo, che alleggerisce quella del Ravone, mai superiore ai 22: il livello dell’acqua era arrivato oltre i 40 quella notte, tra il 19 e il 20 ottobre, quando Bologna si è svegliata fradicia e fragile. A presentare la madre di tutte le soluzioni per la rete idrica bolognese, il governatore Michele de Pascale e il sindaco Matteo Lepore.
De Pascale, Lepore: la soluzione appena presentata emerge da uno studio commissionato all’Università e sembra aver convinto tutti. Può essere una svolta o questa determinazione è dettata dall’esigenza?
De Pascale: “La soluzione del nodo idraulico di Bologna è indiscutibilmente la più difficile di tutta la regione. Per mesi abbiamo aspettato l’esito dello studio, senza la certezza che avrebbe portato a un’opera di questa portata ed efficacia. Ora la priorità è che la comunità comprenda quanto è importante”.








