educazione civica

Chi è e che cosa fa il giudiceQuando parliamo di magistratura ci riferiamo anzitutto al complesso dei giudici, ossia a tutti coloro ai quali l’ordinamento affida il compito di esercitare la giurisdizione, ossia di applicare la legge per risolvere – in qualsiasi materia (civile, penale, amministrativa, tributaria) – controversie. Il giudice decide chi ha torto e chi ha ragione, se un imputato ha commesso un reato oppure no e quale pena gli debba essere irrogata. Questo egli deve fare secondo diritto, secondo quello che ha deciso il Parlamento in via generale e astratta. Il Parlamento, composto da deputati e senatori eletti dai cittadini, compie infatti le scelte generali (ad esempio quando un comportamento costituisce reato o a quanto debba ammontare un tributo), e poi il giudice decide i singoli casi secondo quelle leggi, non secondo ciò che egli ritenga in coscienza giusto o sbagliato. Questo è un aspetto essenziale: la decisione politica spetta all’organo rappresentativo, la decisione giudiziaria concreta ad un organo «tecnico» quale è il giudice. Molti ricorderanno qui la notissima definizione di Montesquieu secondo cui «il giudice è bocca della legge». Ovviamente, in concreto le cose non stanno proprio così, perché spesso la norma giuridica non è chiara, o perché non è ben scritta o perché si pone in contraddizione con altre norme e, dunque, il diritto deve essere interpretato. Il giudice non applica meccanicamente la legge (se fosse così potremmo sostituirlo con un computer!), però quanto affermava in principio Montesquieu resta vero: il giudice deve decidere il caso secondo diritto e nei limiti di ciò che il diritto prescrive. Anche il suo potere interpretativo deve limitarsi a ciò che sia possibile dedurre dal testo della legge.