HomeViareggioCronacaI mille scenari di un attentatoTrenta anni fa, il 22 maggio 1996, intorno alle 22, sulle colline che incorniciano Camaiore, mentre in quasi tutte le...L’incendio risale al 1996Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciTrenta anni fa, il 22 maggio 1996, intorno alle 22, sulle colline che incorniciano Camaiore, mentre in quasi tutte le case le tv erano sintonizzati sulla finale della Coppa dei Campioni fra Juventus e Ajax, ci furono prima due esplosioni e poi un rovinoso incendio che provocò danni ingenti alla villa della giornalista Chiara Beria di Argentine, vice-direttore dell’Espresso e figlia del magistrato Adolfo Beria di Argentine, procuratore generale della Repubblica di Milano all’epoca degli anni di piombo e del terrorismo rosso Anche il marito di Chiara Beria, Gianni Farneti era un giornalista di fama.

Come è facile immaginare, per gli inquirenti locali, scattò l’allarme rosso. Non c’era solo da trovare il bandolo della matasse dell’attentato ma anche capire se le due esplosioni – benzina versata all’interno della casa, un paio di fiammiferi: basta aspettare, poi il botto devastate – avevano o meno una matrice politica, tanto che da Roma si mossero anche i vertici dell’antiterrorismo. Un ginepraio. Non c’erano testimoni. Non c’erano state neppure minacce nei confronti dei proprietari. Le tracce rilevate sulla scena del crimine non furono di aiuto. L’impressione degli inquirenti locali è che la storia avesse una ‘radice’ camaiorese. Bagatella di vicinato? Da risolvere con un attentato? Mah. Dimostrare non sarebbe stato facile anche se un contadino della zona alcuni giorni prima aveva notato una persona sospetta in un campo confinante.