Si chiude con una firma davanti al notaio Alberto Ricasoli Firidolfi, a Firenze, una vicenda iniziata quasi trent’anni fa. La raccolta d’arte contemporanea del Palagio Fiorentino di Stia è diventata interamente patrimonio del Comune di Pratovecchio Stia grazie alla donazione di 105 opere da parte di Vicky Galati Indelli. Un passaggio importante per la cultura del Casentino che mette definitivamente al sicuro una delle collezioni più significative dedicate al Novecento toscano. Oltre alla donazione, l’amministrazione ha acquisito anche altre 52 opere che, sommate alle 28 già comunali, portano il patrimonio complessivo a 185 pezzi. Dentro la raccolta ci sono nomi come Pietro Annigoni, Giò Pomodoro, Ottone Rosai, Primo Conti, Venturino Venturi, Antonio Possenti, Remo Squillantini, Quinto Martini, Pietro Cascella e Libero Andreotti. Artisti toscani, o legati alla Toscana, che nel corso degli anni hanno trasformato il Palagio Fiorentino in un piccolo punto di riferimento per l’arte contemporanea. La collezione nacque negli anni Ottanta grazie all’allora sindaco di Stia Angiolo Goretti e alla stessa Vicky Galati Indelli, moglie del professor Guido Indelli, all’epoca primario dell’ospedale di Stia. L’obiettivo era portare l’arte contemporanea in Casentino, sfruttando i rapporti costruiti dalla famiglia con il mondo artistico fiorentino. "Questa donazione rappresenta un gesto di grande generosità e di profonda attenzione verso Pratovecchio Stia e il suo patrimonio culturale – commenta il sindaco Luca Santini – Alla signora Vicky Galati Indelli va il nostro sincero ringraziamento per aver reso possibile il compimento di un percorso atteso da molti anni". L’acquisizione consentirà ora al Comune di avviare il progetto di rilancio della raccolta inserito nel programma "I Luoghi dell’arte: dall’arte medievale all’arte contemporanea", sostenuto con fondi regionali ed europei Fesr. "Da oggi la collezione entra in una nuova fase – aggiunge Santini – Sarà tutelata e valorizzata attraverso un progetto museale che restituirà piena dignità e visibilità ad opere di grande valore artistico". Per il Comune si tratta non solo di un’acquisizione culturale ma anche di un investimento sul territorio.