Quando il complesso della Casa Bianca viene messo in lockdown, i Servizi segreti attivano immediatamente un protocollo di sicurezza ad alta intensità per congelare tutti i movimenti e proteggere il presidente, il personale e i visitatori.

È ciò che è accaduto nella notte italiana quando sono stati uditi diversi colpi di arma da fuoco nelle vicinanze della Casa Bianca dove si trova Donald Trump.

Ma cosa succede quando scatta l'allarme? Le restrizioni sono immediate e i movimenti bloccati. Gli agenti della Secret Service liberano istantaneamente le aree esterne, come il North Lawn e il South Lawn. E chiunque si trovi all'aperto viene scortato di corsa all'interno dell'edificio sicuro più vicino.

Ad esempio, i giornalisti presenti sul prato vengono fatti correre all'interno della James S. Brady Press Briefing Room nella West Wing, dove viene ordinato di ripararsi a terra. Tutte le porte e i punti di ingresso della Casa Bianca vengono blindati. Nessuno quindi può entrare o uscire dal perimetro fino alla cessazione dell'allarme.

Se il presidente, come in questo caso, o altri alti funzionari si trovano all'interno del complesso, vengono immediatamente trasferiti in aree protette e fortificate, come il Presidential emergency operations center (Peoc), un bunker sotterraneo situato sotto la East Wing progettato per resistere ad attacchi massicci. Dal bunker protetto, il presidente e lo staff strategico dispongono di sistemi di comunicazione avanzati per rimanere in costante contatto con il Pentagono e le agenzie di sicurezza nazionale.