Il processo Ilva a carico di Nichi Vendola è durato 16 anni e ha cambiato la storia: la sua personale, naturalmente, quella della regione che amministrava e dell’Italia intera. Perché Vendola, dopo aver costruito un progetto politico che ha fatto della Puglia una regione all’avanguardia nel Paese ed aver cambiato il destino di generazioni di suoi giovani conterranei, avrebbe certo avuto una prospettiva lunga, nazionale, alla guida del centrosinistra e forse del governo. Non è andata così, e nella bellissima intervista che ha dato ieri a Giuliano Foschini ne spiega le ragioni intime e politiche. Il lunghissimo processo si è chiuso con la prescrizione delle accuse (presunte pressioni su Giorgio Assennato, allora direttore generale dell’Arpa, l’agenzia per la protezione dell’ambiente) e Vendola non ne è affatto felice. Anzi, “sono arrabbiato”, dice. “Perché si chiude una vicenda che non avrebbe mai dovuto aprirsi: una orribile macchina del fango trasformata in una accusa sgangherata e grottesca, in una ipotesi di reato senza uno straccio di prove, in una condanna che ha ignorato tutti i riscontri e i testimoni che raccontavano un’altra storia: noi siamo stati la prima e unica classe dirigente a sfidare il colosso della siderurgia, abbiamo imposto controlli mai eseguiti e varato norme all’avanguardia. Uno scienziato, una autorità morale come il professor Assennato, è stato trascinato in questa pozzanghera insieme a me: la mia vittima divenuta mio complice. Una cosa ridicola ma che ha portato dolore nelle nostre vite e che ha ingannato Taranto: nessuno dei protettori degli inquinatori, nessuno di quelli gratificati con soldi e favori da Ilva, è finito alla sbarra. Ci siamo finiti noi, senza aver mai preso una lira, senza aver mai chiesto favori». Negli anni in cui è stato sotto processo Vendola si è allontanato dalla vita politica trovando per sua fortuna la pienezza di quella personale. L’Italia, però, ha perso un leader e un futuro possibile, e non è stato un caso.
Taranto, Vendola e l’Italia
Così un processo senza senso ha privato la sinistra di un possibile leader











