Petrolio, affari e delicati equilibri internazionali. C'è tutto questo in gioco nella visita in India del segretario di Stato Usa Marco Rubio: un viaggio di quattro giorni iniziato con un faccia a faccia col premier indiano Narendra Modi e che terminerà martedì dopo l'incontro a New Delhi dei capi delle diplomazie del gruppo Quad (India, Usa, Australia, Giappone), paragonata da alcuni ad una sorta di 'Nato del Pacifico' per contenere la Cina, in particolare le sue mire su Taiwan. Sullo sfondo, c'è la recente visita a Pechino di Donald Trump. Ma soprattutto ci sono la guerra in Medio Oriente, che ha fatto schizzare in alto i prezzi del petrolio con inevitabili ripercussioni sull'economia dell'India - grande importatrice di idrocarburi - e le parole di Rubio che, prima della partenza, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono pronti a vendere a Delhi "tutta l'energia che questa è disposta ad acquistare". L'obiettivo, secondo gli analisti, è prima di tutto quello di ricucire e rilanciare i rapporti tra Delhi e Washington, non privi di frizioni e increspature sotto la presidenza Trump. Gli Usa hanno fatto sapere di aver invitato Modi alla Casa Bianca "nel prossimo futuro", mentre da parte sua il premier indiano ha detto di aver discusso con Rubio - l'incontro pare sia durato poco più di un'ora - "dei progressi compiuti nell'ambito del partenariato strategico globale tra India e Stati Uniti" nonché "di questioni relative alla pace e alla sicurezza regionale e globale". E quindi di Medio Oriente. India e Usa sono stati per mesi protagonisti di un tira e molla politico ed economico. Trump l'anno scorso ha infatti imposto a New Delhi dazi addirittura al 50% sostenendo di voler fermare le importazioni di petrolio russo da parte dell'India. Poi, tre mesi fa, ha ridotto la quota al 18% parlando di un possibile accordo commerciale che comporterebbe l'acquisto di "prodotti americani per un valore di 500 miliardi di dollari" e lo stop, non confermato da Delhi, a importare greggio russo (per il quale gli Usa hanno però allentato le sanzioni mentre il blocco dello stretto di Hormuz ostacola le forniture di idrocarburi). Le trattative sono ancora in corso. Ma in un contesto in cui la guerra in Medio Oriente potrebbe giocare un peso non secondario. Stando a Washington, Rubio avrebbe detto a Modi che "gli Stati Uniti non permetteranno all'Iran di tenere in ostaggio il mercato energetico globale" e soprattutto che "i prodotti energetici statunitensi hanno il potenziale per diversificare l'approvvigionamento energetico dell'India". New Delhi è in effetti alla ricerca di fonti di idrocarburi, allo stesso tempo però, analisti sentiti dalla Bbc affermano che per l'India è più lungo e costoso ricevere forniture di energia dagli Stati Uniti. C'è poi un'altra questione politica che non si può non menzionare: l'impennata registrata nell'ultimo anno dai rapporti tra gli Usa e il Pakistan, che sta emergendo come potenziale mediatore tra Washington e Teheran. Un anno fa, India e Pakistan si sono scontrati in un conflitto durato dal 7 al 10 maggio e in cui si stima che morirono decine di persone. Negli ultimi tempi Islamabad ha preso ad assecondare Donald Trump in diverse sue richieste e ha anche appoggiato le mire del tycoon sul Nobel per la pace sostenendo che la fine degli scontri tra India e Pakistan sia stato merito suo. Ora la trasferta di Rubio in India - iniziata a Kolkata con una visita alle missionarie della carità di Madre Teresa di Calcutta - prevede un bilaterale col ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, poi martedì fari puntati sull'incontro del Quad.
Rubio in India per ricucire con Modi, offerto il petrolio Usa - Notizie - Ansa.it
La doppia sfida del segretario Usa che partecipa al vertice della 'Nato del Pacifico' (ANSA)










