Genova – Il conto alla rovescia è finito. Nei 18 Comuni della Liguria che rinnovano il sindaco e il consiglio comunale la palla passa agli elettori. Si vota domenica dalle 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15. Sindaci e Consigli comunali saranno eletti al primo turno senza ballottaggio perché nessuno dei 18 Comuni al voto ha più di 15 mila abitanti. Saranno 72 le sezioni elettorali aperte di cui 37 nella Città metropolitana di Genova, 19 in provincia della Spezia, 15 a Imperia e una soltanto a Savona. Per eleggere i nuovi sindaci e Consigli comunali al voto Casella, Ceranesi, Cogoleto, Crocefieschi, Ronco Scrivia, San Colombano Certenoli, Santo Stefano d'Aveto, Torriglia, Vobbia e Zoagli nella Città metropolitana di Genova, Lerici e Levante in provincia della Spezia, Zuccarello in provincia di Savona, Aquila d'Arroscia, Bordighera, Pietrabruna, Rocchetta Nervina e Santo Stefano al Mare in provincia di Imperia.
A Bordighera la sfida più delicata La contesa senz’altro più significativa andrà in scena nell’estremo ponente ligure, a Bordighera. Non solo perché è l’unico centro sopra i diecimila abitanti al voto, ma per il significato della partita che si gioca in una delle perle delle Riviera dei fiori. Un luogo in cui il turismo è centrale, ma che ha vissuto in passato fasi travagliate: come nel 2011, con lo scioglimento deciso dal ministero dell’Interno per infiltrazioni mafiose. Anche adesso Bordighera è commissariata, ma in seguito a una crisi politica maturata nello scorso dicembre, quando l’allora sindaco Vincenzo Ingenito rassegnò le dimissioni dopo una faida interna alla sua maggioranza, orientata verso il centrodestra. Per raccoglierne il testimone si sfidano in cinque, tra cui la grande rivale di Ingenito, l’ex assessora Marzia Baldassare, di area forzista ma con una lista in cui ha coagulato i ribelli che hanno sfiduciato l’ex primo cittadino, pezzi riconducibili al centrodestra ma anche esponenti di area Pd. Gli altri nomi forti, almeno sulla carta, sono quelli di Davide Sattanino, albergatore di area centrodestra, e Massimiliano “Chicco” Iacobucci, volto noto della destra a ponente, ex segretario (una decina di anni fa) di Fratelli d’Italia, partito da cui è poi uscito. Ma in campo ci sono anche altri due profili conosciuti in città: Carlo La Vigna e Axel Vignotto. In ballo, oltre alla guida del comune, c’è la prospettiva delicata e appetibile di gestire la redazione del nuovo Piano urbanistico comunale. Nel Genovesato 10 Comuni contesi In provincia di Genova a parte Cogoleto ci sono altri nove centri che vanno al voto. In due casi le sfide propongono storie di personalità note in regione che hanno deciso di andare in controtendenza rispetto al classico cursus honorum della politica, tornando alla dimensione locale. A Ceranesi, l’ex vicepresidente della Regione e assessore ligure alla Sanità per un decennio, Claudio Montaldo, tenta di ridiventare sindaco dopo la crisi della sua maggioranza, che a dicembre ha portato l’esponente Pd a dimettersi. Dovrà vedersela con due sfidanti: Michele Casano, che corre con una civica al cui interno ci sono esponenti con un passato nel M5S, e Federico Giacobbe, ex consigliere municipale della Valbisagno che ha avuto esperienze politiche in vari partiti e che ora è in orbita Fratelli d’Italia. A Santo Stefano d’Aveto è Mattia Crucioli, ex senatore pentastellato uscito dal Movimento ai tempi del governo Draghi - a tentare di diventare sindaco, dopo la prematura scomparsa di Roberto Pareti, di cui era vice. Contro avrà Giancarla Armerini, già candidata alle scorse elezioni. A Ronco Scrivia Sergio Agosti, civico di area centrosinistra, se la vedrà contro Antonella Semino, consigliera comunale a Isola del Cantore ma residente a Ronco, mentre a Casella l’uscente Gabriele Reggiardo, civico vicino al centrodestra, punta alla riconferma contro Sabrina Ogemini. A Crocefieschi il giovane Filippo Bassignana, vicesegretario provinciale del Pd, cerca il bis contro Mauro Morabito e Dario Brotini della Fiamma tricolore. Nella vicina Vobbia un altro amministratore del Partito democratico, Simone Franceschi, punta alla conferma ma avrà di fronte Giampaolo Ermodatillo, nome messo in campo dalla consigliera regionale di Fratelli d’Italia, Lilli Lauro, molto attiva tra le fila dei meloniani in questa tornata amministrativa. A Torriglia la contesa sarà tra l’uscente Maurizio Beltrami e Daniela Segale. Sfide a due anche a Zoagli, dove il sindaco Fabio De Ponti gareggerà contro Roberto Viale, e a San Colombano Certenoli, dove in campo ci sono la sindaca uscente, Carla Casella, e Claudio Solari. Le sfide nelle altre province liguri Gli altri due comuni al voto - con una popolazione simile a quella di Bordighera - sono Cogoleto e Lerici. Nel primo caso il sindaco uscente Paolo Bruzzone, sostenuto da gran parte del centrosinistra, si ricandida: a sfidarlo c’è il civico Corrado Canepa, con una lista in cui sono presenti figure di area centrodestra, delusi di sinistra ed ex grillini. A Lerici, invece, l’uscente Leonardo Paoletti ha deciso di passare il testimone dopo due mandati al suo vice, Marco Russo, che corre con una formazione che guarda al centrodestra. A contendergli l’elezione è Aurora Minichini, avvocata ed ex segretaria del circolo locale del Pd. In provincia di La Spezia si vota anche a Levanto, con l’uscente Luca Del Bello che dovrà vedersela con Giambattista Acerbi. In provincia di Imperia, al di là di Bordighera, ci sono altri quattro comuni chiamati a scegliere il primo cittadino. A Santo Stefano al Mare il sindaco Stefano Pallini dovrà vedersela con un suo predecessore, Sergio D’Aloisio, mentre a Rocchetta Nervina tre liste in campo con candidati Claudio Basso, Stefano Gastaudo, Ciriaco Pannese. A Pietrabruna sfida a due tra il sindaco Massimo Rosso e Giancarlo Giordano, mentre nella piccola Aquila d’Arroscia la sfida è a tre tra Tullio Cha, Massimo Ghersi, Nicola Bavia. In provincia di Savona, invece, le elezioni si terranno solo nel piccolo centro di Zuccarello, nell’entroterra ingauno. Nonostante i votanti siano poco più di duecento, gli sfidanti sono tre: l’uscente Claudio Paliotto, che punta al terzo mandato, Gaetano Ferrara e Valerio Favi, quest’ultimo candidato del movimento di estrema destra Forza Nuova. Le sfide dell’alessandrino Sono 28.751 i cittadini della provincia di Alessandria chiamati alle urne. I Comuni al voto sono 16 ma uno solo - Valenza - supera i 15 mila abitanti e potrebbe quindi andare al ballottaggio due settimane dopo, il 7 e 8 giugno, nel caso in cui nessuno dei quattro candidati in lizza ottenga più del 50 per cento dei consensi. Seggi aperti anche a Gavi (3.504 aventi diritto), Cassine (2.155), Castelletto d’Orba (1.489), Rocca Grimalda (1.160), Ticineto (1.094) e Rivalta Bormida (1.042). Gli altri nove centri sono tutti al di sotto dei mille elettori: dagli 885 di Volpedo ai 70 di Carrega Ligure, passando per Pietra Marazzi (727), Gamalero (626), Borgoratto (434), Frassinello (370), Montacuto (194), Moncestino (159) e Castelletto d’Erro (94). L’attenzione maggiore è rivolta ovviamente a Valenza, tassello strategico per gli equilibri della Provincia: un cambio di bandiera nella città dell’oro potrebbe avere conseguenze per la tenuta della coalizione di centrodestra che governa a Palazzo Ghilini. Tramontata l’era del sindaco Maurizio Oddone (Lega) dopo la crisi interna alla coalizione, la mappa dei candidati a Valenza ha prodotto ben quattro profili, caratterizzati da una forte frammentazione interna ai poli. Se il centrodestra si scinde tra la formula partitica di Alessia Zaio (Forza Italia, FdI e Lega) e il civismo di Alessandro Deangelis, il centrosinistra replica con Marilena Griva (Pd e Alleanza Verdi-Sinistra) e l’indipendente Luca Ballerini. Tranne che per l’incontro con i dipendenti comunali organizzato dalla Uil, tra i quattro candidati non c’è stato alcun dibattito pubblico. A Gavi, al contrario, la partita delle comunali si chiude ancor prima di iniziare: sulla scheda elettorale i cittadini troveranno il solo nome del sindaco uscente Carlo Massa. Alla scadenza dei termini per la presentazione delle liste, nessuno ha fatto un passo avanti per sfidare il medico in pensione, che nel 2020 era riuscito a interrompere lo storico monopolio amministrativo di Nicoletta Albano, al potere dal 1995. La strada per la riconquista della poltrona di primo cittadino si è rivelata inaspettatamente in discesa per Massa. Nonostante negli ultimi mesi si fossero rincorse voci su una possibile candidatura della stessa Albano o del vicesindaco uscente Valerio Alfonso - complici i rapporti deteriorati con il primo cittadino per divergenze sulla gestione della macchina pubblica - alla fine non è stata depositata alcuna lista avversaria. Il vero ostacolo sarà l’affluenza, tanto che Massa ha lanciato lo slogan «Dribbliamo il quorum». Servono infatti circa 1.400 votanti (il 40 per cento degli aventi diritto) per dichiarare valida l’elezione e scongiurare l’arrivo di un commissario prefettizio. Problema evitato invece a Carrega Ligure, il più piccolo Comune al voto, caratterizzato da una numerosa presenza di residenti all’estero: alle elezioni si presenteranno due liste, quella del sindaco uscente Luca Silvestri e quella di Renato Crosetti.














