Domenica 25 e lunedì 26 maggio si vota per l'elezione diretta dei sindaci e il rinnovo dei consigli comunali in 9 Comuni della Sicilia e 117 Comuni di Regioni a statuto ordinario. 4 i capoluoghi di provincia: Genova, Ravenna, Taranto e Matera

I seggi sono aperti la domenica dalle ore 7 alle ore 23 e il lunedì dalle ore 7 alle ore 15

Due milioni al voto: il test di Genova per il Campo largo

(Cesare Zapperi, inviato a Genova) Oggi e domani si vota in quattro capoluoghi e in altri 122 Comuni (quasi 2 milioni, in totale, gli elettori chiamati alle urne), ma gli occhi sono puntati soprattutto su Genova. È la Superba il faro di questo mini test politico perché qui si gioca la sfida tra il modello di governo del centrodestra inaugurato 8 anni fa da Marco Bucci (dall’autunno scorso «passato» in Regione dopo la caduta della giunta guidata da Giovanni Toti), ora incarnato dal vicesindaco uscente Pietro Piciocchi, e il «campo progressista», come lo definisce la sfidante Silvia Salis, una volta tanto presente al via al gran completo (cioè con Pd e M5S, oltre a Avs e esponenti di Azione e Italia viva).

Nella ex storica roccaforte di sinistra, stando ai sondaggi, si gioca una partita all’ultimo voto tra continuità, con l’obiettivo di mantenere la filiera Comune-Regione-governo, e voglia di cambiare pagina, prendendosi una rivincita. Non a caso sono arrivati sulla piazza tutti i big della politica nazionale, chi direttamente (come Matteo Salvini, Antonio Tajani, Elly Schlein e Giuseppe Conte) e chi in collegamento (Giorgia Meloni). Lo scontro, in una campagna elettorale molto accesa e incattivita da veleni sparsi su entrambi i fronti, è polarizzato tra Piciocchi, avvocato ed esperto di diritto amministrativo, e Salis, ex pluricampionessa di lancio del martello e vicepresidente vicaria uscente del Coni, ma i candidati in lizza sono complessivamente 7. E questa frammentazione potrebbe rivelarsi decisiva per impedire che la sfida si risolva al primo turno.