Una trappola con intelligenza artificiale segue il calabrone asiatico, aiuta a trovare i nidi e promette più selettività negli apiari
Instagram – @safetobee
Davanti a un alveare sotto attacco, il problema si vede subito. Le api rallentano, restano più vicine all’ingresso, volano meno. Il calabrone asiatico pattuglia l’arnia come un predatore in attesa, prende posizione e consuma energia alla colonia anche solo con la sua presenza. Il nido, però, sta altrove. Spesso in alto, nascosto tra i rami. Oppure in una siepe, in un’area verde, in un punto difficile da raggiungere. Per gli apicoltori il guaio comincia proprio lì: vedere la minaccia è facile, trovarne l’origine richiede tempo.
Il nome scientifico è Vespa velutina nigrithorax, conosciuta anche come calabrone asiatico a zampe gialle. Ha livrea scura, zampe con estremità gialle, dimensioni leggermente inferiori rispetto al calabrone europeo e una forte pressione predatoria sulle api. In Italia è arrivata nel 2012, con le prime segnalazioni in Liguria, poi si è spostata in altre aree della penisola, dalla Toscana al Piemonte, con presenze registrate anche in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Sardegna. La mappa resta da aggiornare di continuo, perché la specie avanza per focolai e nidi individuati sul territorio.











