Lo studio “Silencing of the V-ATPase gene via RNA interference impairs fitness and survival of the invasive apiary pest Aethina tumida indicating potential for pest control”, pubblicato sul Journal of Pest Science da Valeria Bonina e Giovanni Federico dell’ Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno - Sezione di Reggio Calabria e Vibo Valentia, Andrea Becchimanzi dell’università degli Studi di Napoli “Federico II”, Linda Bianco, Giovanna Cangiulli, Paolo Facella, Carlo Fasano e Salvatore Arpaia dell’ENEA, Paolo Iovieno del CNR, illustra la messa a punto di un innovativo biopesticida, in grado di contrastare gli insetti che parassitano api e alveari, senza rischi per l’ambiente e la salute umana.

Il team di ricerca italiano coordinato dall’entomologo Arpaia, sta realizzando il biopesticida nell’ambito del progetto RNApi finanziato con il 5x1000 destinato alla ricerca scientifica dell’ENEA e spiega che «E’ stata sviluppata una speciale molecola che funziona come un “interruttore” mirato: individua un gene fondamentale del piccolo coleottero dell’alveare, Aethina tumida, e lo “silenzia” bloccando la produzione di una proteina essenziale per la sua crescita e il suo sviluppo. In questo modo, il parassita può essere controllato senza danneggiare le api».