HomeEconomiaTastava i vecchi vestiti con le dita per riconoscerne il tessuto. Oggi quel mestiere vale milioniNell'era dell'economia circolare, il cenciaiolo è diventato una figura strategica: i grandi marchi della moda lo cercano per evitare sanzioni milionarieModa e recupero dei tessutiRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciC’era una volta il cenciaiolo. Una figura storica del panorama industriale italiano, specialmente toscano, che passava le giornate a tastare vecchi abiti con le dita per riconoscerne al volo la composizione: lana, cotone, filati misti. Sembrava un mestiere destinato a spegnersi sotto i colpi della moda veloce e del consumo usa e getta. Invece, nel 2026, quel lavoro non solo è tornato, ma si è trasformato in una filiera tecnologica avanzata e altamente redditizia.
Ogni anno si buttato quasi 6 milioni di tonnellate di vestiti
La spinta decisiva è arrivata dall'emergenza ambientale e dalle nuove regole sui mercati. Secondo i dati ufficiali della Commissione Europea, ogni cittadino europeo genera in media 11 chilogrammi di rifiuti tessili all'anno, per un totale che sfiora i 5,8 milioni di tonnellate di vestiti buttati ogni dodici mesi. Fino a oggi, meno dell'1% di questi materiali veniva riciclato per creare nuovi indumenti. Una dispersione di valore enorme, prima ancora che un disastro ecologico. La svolta è arrivata con l'entrata in vigore delle rigide normative europee sulla Responsabilità Estesa del Produttore nel settore tessile. I grandi marchi della moda sono ora legalmente ed economicamente responsabili di ciò che accade ai loro capi una volta giunti a fine vita. Chi inquina o non differenzia rischia sanzioni milionarie. Ed è qui che la tradizione ha incontrato l'innovazione.








