«Nessuno ha detto che dietro la cifra di 3,9 milioni di euro ci sono vent'anni di procedimenti, di udienze, di atti giudiziari, di spese legali in Italia e in Svizzera, di notti in cui due donne hanno dovuto fare i conti con il fatto che lo Stato le stava consegnando alla mercè di chi aveva ordinato la morte di loro padre. Chi ha ucciso ha incassato, chi ha perso il padre ha pagato».La decisione della Cedu e il vitalizio

Lo scrive Allegra Gucci sui social sotto la foto di un commento apparso sulla rivista Diritto & Giustizia in merito alla decisione della Cedu che ha deciso di non procedere sull'istanza presentata da lei e dalla sorella Alessandra contro la condanna a rispettare l'accordo di divorzio dei genitori che prevede un vitalizio.«Il silenzio non è neutralità, è abbandono»

Sempre citando la nota postata, Allegra Gucci riporta questa considerazione: «Quello che i giornali hanno chiamato 'un accordo segreto' e 'pace con la madre' non corrisponde a nessuna realtà giuridica e umana. Pagare il riscatto non significa avere ottenuto giustizia. Questa storia non è chiusa perché la Corte ha deciso di non stabilire se sia giusto o meno che uno Stato possa obbligare gli eredi di una vittima di Stato a pagare una rendita a un condannato per quell'omicidio. Il silenzio in diritto come nella vita non è neutralità, è abbandono».