La buona notizia è che il bonus biblioteche funziona. Sessanta milioni stanziati, trentacinque già spesi, e il mercato editoriale italiano – prima industria culturale del paese, quarta in Europa dopo Germania, Regno Unito e Francia, sesta nel mondo – ritrova un segno più che non è soltanto aritmetico, ma geografico e politico. Il bonus spinge soprattutto il Sud, le librerie indipendenti, gli editori piccoli.
«Il bonus interviene in un anno difficile sostenendo territori e imprese più fragili: ci auguriamo sia confermato e stabilizzato a partire dal 2027», dice Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Aie. Tradotto dal linguaggio istituzionale: non togliercelo appena va bene. Cresce la narrativa di genere, calano i saggi. Bene anche fumetti e libri per bambini sotto i cinque anni: età in cui si è ancora disposti a tutto, incluso leggere.
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DAMIANO D'AGOSTINO
Manca ancora, va ricordato, il sostegno ai giovani lettori, quello evaporato con la sciagurata abolizione dell’app 18 da parte dell’allora ministro Sangiuliano: un gesto che resterà negli annali come una di quelle riforme che sembrano amministrative e invece sono antropologiche. Togliere libri ai diciottenni significa fidarsi troppo della scuola, troppo poco della libertà e per nulla della curiosità.









