LiveAggiornato 2 minuti faPa, Zangrillo: «Nel 2026 assumeremo 200-250mila persone, un milione entro il 2032»Quarta giornata del Festival dell’Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo Il Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento9 minuti faDe Mistura (Onu): «Trump ha quasi azzerato contributi, nessun Paese ha riempito gap»“Oggi anche le attività delle agenzie Onu sono state messe in crisi dal momento che il principale paese donatore, gli Stati Uniti, ha deciso di tagliare i fondi. Il bilancio ordinario dell’Onu in sé non è alto. Ma la grande fetta del bilancio è determinata dai contributi volontari, con una quota Usa che da sola ammontava a oltre il 40 per cento. Nell’era Trump sono stati quasi azzerati i contributi volontari e fortemente tagliati anche quelli per il bilancio ordinario”. Lo ha detto Staffan De Mistura, già sottosegretario agli Esteri e inviato speciale Onu, intervenendo a un panel del Festival dell’economia di Trento organizzato dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing. “Nessun altro Paese si è fatto avanti per riempire il gap lasciato dal disimpegno americano - ha aggiunto -. La Cina ha sempre donato pochissimo in termini contributi volontari, mentre l’Europa già ritiene di essere uno dei massimi donatori. In ogni caso il bilancio totale dell’Onu, fra contributi ordinari e volontari, ammonta a 70 miliardi”.circa un'ora faMazzi: «La situazione internazionale favorirà il turismo italiano»«Il turismo è un comparto che cresce di anno in anno e mi auguro che si sia così anche quest’anno. Nonostante una situazione internazionale che io non enfatizzo perché riguarda alcuni Paesi nel mondo ma il mondo è grande. Ma io penso anche, e lo dico a bassa voce, perché non è motivo di entusiasmo, che la situazione favorirà il turismo italiano. Perché, dalle prime proiezioni che abbiamo, i turisti europei preferiranno venire in Italia perché preferiranno rimanere sulle rotte europee. In Italia ci sarà il cosiddetto turismo di prossimità». Lo ha detto il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, a margine del suo intervento al Festival dell’economia di Trento. «Io lavoro a stretto contatto con agenzie viaggi, tour operator, con grandi compagnie di crociera, settori importantissimi. Il turismo è fatto di tanti comparti e io sto lavorando per fare in modo che il sistema capisca questo. Quindi i territori si devono concentrare di più sul turismo migliore per loro», ha aggiunto Mazzi.«Candidiamo canzone napoletana a Unesco, 1 milione di turisti a Natale 2028»Nel corso del Festival dell’economia di Trento, il ministro del Turismo ha poi ricordato l’annuncio fatto ieri sulla canzone napoletana: «Il 5 giugno all’arena di Verona, davanti a 100 delegati Unesco provenienti da Parigi, la canzone napoletana sarà candidata ufficialmente come Patrimonio Unesco». L’idea, ha spiegato Mazzi - che ha detto di essersi confrontato con il sindaco di Napoli e con il presidente della Regione - è organizzare un grande evento nel luglio del 2027 in concomitanza con l’Americas Cup. «E nel Natale del 2028, ai primi di dicembre, vogliamo portare 1 milione di turisti che non parlano più l’italiano ma che muoiono dalla voglia di rivedere i luoghi da cui sono partiti i loro progenitori», ha concluso Mazzi, precisando che a Verona ci saranno Sal Da Vinci, Placido Domingo, Serena Rossi e Gigi D’Alessio che si esibiranno con canzoni in napoletano. «Si chiuderà con ’O sole mio’», ha precisato Mazzi.13:0523 maggio 2026Bernini: «Diecimila borse di studio per gli iraniani»«Noi stiamo dalla parte del popolo iraniano che si oppone al regime per cercare la sua libertà. Diecimila borse di studio già sono state date agli iraniani. All inclusive: vitto, alloggio ed alta formazione. Diecimila studenti iraniani già studiano qui gratuitamente. Stanno cercando di venire altri ragazzi, anche se si è irrigidito il canale di comunicazione perché c’è la guerra». Lo ha detto la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini al Festival dell’Economia. «I bilanci delle università italiane sono tutti in attivo. Tutti assieme hanno un miliardo di attivo. Le polemiche sono legittime, però i numeri parlano», ha detto a proposito di autonomia universitaria e di aumento dell’area di non tassazione, che, ha aggiunto, «è un conto che qualcuno prima o poi pagherà. Bisogna che i rettori abbiano la certezza di poterselo permettere, perché sennò prima o poi paga il ministero, e quindi tutti i contribuenti».Bernini: «Costruiremo un’università italiana a Gaza»La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha annunciato il progetto di un’università italiana a Gaza. «Non vediamo l’ora. Dovremmo andare in Palestina a fine agosto, ci devono dire quali sono le condizioni di praticabilità, però abbiamo proprio ieri in Cdm dichiarato come è indispensabile fare lo stato di emergenza e l’allocazione di fondi, sia sulla Palestina sia sul Libano. Da fine agosto il capo della Protezione civile ed io cominceremo ad andare in Palestina e verificare quali sono i luoghi in cui potremmo costruire, ovviamente con le autorità locali. Al netto della situazione geopolitica e della complessità dei luoghi in cui è in corso una situazione molto complicata, per quanto ci riguarda possono farsi delle strutture come quelle nelle zone alluvionate o di guerra, che sono permanenti, definitive, ma che si costruiscono in celerità», ha affermato Bernini parlando con i giornalisti a margine del suo intervento al Festival dell’economia di Trento. «Il mio obiettivo sarebbe farlo sulla Striscia di Gaza, perché sarebbe molto evocativo».12:40 | 23 Maggio 2026Pa, Zangrillo: «Nel 2026 assumeremo 200-250mila persone, un milione entro il 2032»«Assumere un milione di persone nei prossimi 6, 7 anni significa uno sforzo di reclutamento significativo ma sono molto ottimista, anche se è un obiettivo molto sfidante ». Lo ha affermato il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, precisando che «abbiamo necessità di un ricambio generazionale in quanto nel 2032 perderemo un milione di persone che maturano i requisiti per la pensione», intervenendo al Festival dell’Economia di Trento. «Nel 2026 contiamo di assumere tra 200 e 250mila persone, quindi abbiamo un piano di reclutamento che è in linea con i valori che abbiamo registrato negli ultimi tre anni», ha annunciato Zangrillo, ricordando anche che nel solo gennaio sono state assunte 24.100 persone, delle quali «una parte significativa dedicata al comparto sanità e un’altra parte significativa dedicata agli enti locali». La Pa diventi luogo attrattivo per i giovani«I giovani di oggi non cercano un posto di lavoro; cercano il posto di lavoro ossia una organizzazione che sia capace di andare incontro ai propri sogni e per affrontare sfide accattivanti», ha detto il ministro Zangrillo. «Se vogliamo affrontare in modo consapevole questo processo di reclutamento dobbiamo essere sempre più attraenti e quindi vedere la Pubblica amministrazione come un luogo in cui il giovane può fare una esperienza qualificata. Ed è proprio in questa direzione che stiamo lavorando». «Sulla legge elettorale ragioniamo, coinvolgere le opposizioni»«Sulla legge elettorale ci stiamo ragionando. Stiamo cercando di coinvolgere le opposizioni e credo che questo sia importante», ha detto il ministro della Pubblica amministrazione. «Lo dico perchè dobbiamo evitare che le opposizioni possano dire che il governo si sta facendo una legge a suo uso e consumo o che attacchiamo la democrazia. Tutte cose non vere. Dobbiamo continuare a insistere per trovare una soluzione condivisa». E sull’ipotesi della soglia al 3%, Zangrillo ha detto: «Potrebbe andar bene ma dobbiamo trovare una condivisione comune». Zangrillo: non mi pare che Marina Berlusconi voglia scendere in campo«Dal mio punto di vista, per come la conosco e per quello che ho sentito raccontarle, non mi pare che ci sia l’intenzione da parte sua di scendere in campo». Così il ministro della Funzione Pubblica, Paolo Zangrillo, a margine del Festival dell’Economia di Trento, in merito ad una eventuale discesa in politica di Marina Berlusconi. Secondo Zangrillo «Marina Berlusconi è un’imprenditrice che è innamorata pazzamente del suo lavoro di editrice e io la invidio perché è un lavoro straordinario: lavorare nel comparto della cultura è una meraviglia. Marina Berlusconi è una persona che evidentemente come imprenditore e come capo di una delle aziende editoriali più importanti dell’Italia osserva il nostro Paese e quindi anche le dinamiche della politica; poi si chiama Berlusconi e quindi è evidente che ha a cuore una delle creature di suo papà. Tiene molto a Forza Italia e ha l’ambizione che continui a giocare un ruolo da protagonista nel panorama politico», ha detto ancora, aggiungendo che «la incontro periodicamente e devo dire che dai ragionamenti che fa non mi pare abbia intenzione di un impegno diretto in politica. Però bisogna stare attenti a cosa si intende per fare politica; la politica la facciamo tutti e quindi Marina Berlusconi che dialoga con noi e che ci rappresenta il suo modo di vedere le cose è comunque una persona che sta facendo politica. Altra cosa è il partito».12:0123 maggio 2026Zoppas (Ice): target 700 miliardi di export raggiungibile malgrado criticità«Stiamo vedendo molte difficoltà, stiamo vedendo delle difficoltà critiche, la linearità delle previsioni è saltata, la linearità delle crescite è saltata». Ma «visto il track record storico», si può pensare che «dal 2025 al ’26, al ’27 si possa ancora in qualche modo raggiungere» l’obiettivo. Lo ha indicato il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas, nel suo intervento al panel “La sfida dell’export italiano in un mondo sempre più instabile” nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento, con riferimento al target dei 700 miliardi di export al 2027. Il target, ha precisato Zoppas, «è stato posto comunque prima sia dei dazi, sia dell’aumento dell’euro-dollaro, sia della situazione del Medio Oriente, che interessa apparentemente 28 miliardi di euro di export sui 640. Ma l’effetto di Hormuz interessa tutto il Made in Italy».11:4023 maggio 2026Modello Its per superare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro11:0423 maggio 2026Letta: «Un grande appello: è il momento di una Dichiarazione di Indipendenza dell’Ue»«È il momento dell’indipendenza europea», dice l’ex premier Enrico Letta, autore del rapporto sul mercato unico europeo, che dal Festival dell’Economia di Trento avverte: «Bisognerebbe addirittura fare una dichiarazione di indipendenza dell’Unione Europea, perché le dipendenze con le quali abbiamo vissuto in tutti questi anni sono il grande elemento della nostra debolezza». E lancia «un grande appello: se vogliamo essere indipendenti e autonomi dobbiamo ripartire da una dichiarazione di indipendenza». All’Europa - sottolinea ancora - oggi servono «scelte di medio e lungo periodo», che sono «complicate» da varare, sono «faticose». Bisogna «fare come abbiamo fatto con l’euro» e oggi «farlo con l’energia, con l’esercito, con la difesa europea, con la connettività europea e soprattutto con i mercati finanziari». Come con il Covid, «quando siamo stati in crisi le decisioni le abbiamo prese».10:5923 maggio 2026Patuelli: non vedo provvedimenti giuridici che impediscano un’aggregazione tra UniCredit e CommerzbankUn’aggregazione tra UniCredit e Commerzbank non ha «impedimenti giuridici che l’impediscano». Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, risponde così intervistato al Festival dell’Economia. Come sua abitudine il presidente dell’Abi non risponde sulle operazioni di mercato in corso come quella citata dall’intervistatrice ma aggiunge: «Ho letto di polemiche negli ultimi anni su questa vicenda ma non ho letto di alcun provvedimento giuridico che l’impedisca: è solo una questione di mercato». Patuelli, rispondendo successivamente sullo stesso tema, osserva di non vedere alcuna preclusione nel resto d’Europa nei confronti delle banche italiane che «detengono non meno di 20 banche in altri paesi dell’Unione europea», in particolare le prime due, Intesa Sanpaolo e UniCredit. «Banche solide ma non tutte al top, nemmeno in Italia»La buona salute del settore bancario italiano, testimoniata dai numeri delle trimestrali e dalle ultime analisi della Banca d’Italia, sono confermate dal presidente dell’Abi. «I risultati di quasi tutte le banche, non tutte sono al top, nemmeno in Italia, sono il frutto di un quindicennio trasformazioni» che in Italia sono state superiori al resto d’Europa. Patuelli ricorda i fatti salienti degli ultimi quindici anni che quasi coincidono con il periodo trascorso dal banchiere ravennate alla Presidenza dell’associazione dove venne catapultato nel gennaio del 2013, ricorda, «a seguito di un momento di crisi» (le dimissioni del suo predecessore Giuseppe Mussari, ndr). Patuelli è stato designato pochi giorni fa dall’Esecutivo dell’associazione per un altro biennio, fino al luglio 2027. In questi anni «ho affrontato di tutto», ricorda, come «le crisi bancarie esplose pochi mesi dopo e che non sono gestite dall’Abi ma che condizionano tutto». Poi la nascita della Vigilanza unica nel 2014 «con tanti limiti e norme non unificate e tante pretese dei vertici che ci chiedevano vincoli assurdi» per le caratteristiche delle banche del Paese. Poi i molti avvicendamenti di governi e la fase di ristrutturazione profonda e di innovazione tecnologica: oltre 12 anni, fino ad oggi, caratterizzati «da una litania di problematiche». «I problemi delle imprese crescono ma le crisi non avvengono immediatamente ma ci vogliono diversi mesi. E quando si aprono le crisi delle imprese nascono i problemi per le famiglie e per le banche. E’ una catena ineludibile», ha detto il presidente dell’Abi. «Per questo motivo chiedo che venga constata una situazione economica di emergenza europea, perchè il problema non è solo italiano. E rispetto ad una emergenza europea ci vuole una iniziativa economica di pari rilievo simile a quella che l’Unione Europea ha sviluppato durante la pandemia producendo il Pnrr. Quindi bisogna pensare a qualcosa che favorisca gli investimenti per rilanciare lo sviluppo, la produzione e l’occupazione in tutta Europa. Questo perchè l’Europa non è fatta di Stati autarchici ma di Paesi interconnessi produttivamente uno all’altro».L’Europa ha bisogno di “provvedimenti di urgenza” perché “siamo in emergenza economica e finanziaria” e da Bruxelles si deve produrre un nuovo “piano di sviluppo”. Per Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, bisogna innanzitutto dare vita, in tempi brevi, all’Unione dei risparmi e degli investimenti: “bisogna approvarlo, bisogna decidere subito perché innescherebbe i risparmi privati” per lo sviluppo e poi, accanto, “un’iniziativa europea di emergenza che utilizzi anche debito pubblico europeo” ricordando che i trattati “non sono immutabili e possono essere riformati”. Ma non è tutto: “poi abbiamo gli 80 miliardi inutilizzati nel Mes. Domando alle autorità di tutta Europa: è bene lasciarli lì inutilizzati o prendere atto che la situazione non è più quella di quando è nato, o riformato in maniera incompleta, e constatare che è meglio utilizzare dei fondi giacenti nel momento in cui abbiamo bisogno di investimenti in Europa?” Per Patuelli non ci sono dubbi su quale sia la risposta giusta. “Il Mes va ripensato integralmente”. La riforma fatta qualche anno, spiega, non teneva conto della guerra in Ucraina e di altri shock successivi, come i dazi Usa. “Tutto cambia e i soldi del Mes rimangono lì, come in un santuario”. Il tema non è “la ratifica” da parte dell’Italia che da anni respinge il pressing dei partner europei. “E’ bene chiarirlo: la ratifica non è la questione, sarebbe una ratifica al Mes che è rimasto nella vecchia logica” invece “va cambiata la logica: nuova destinazione dei fondi del Mes a fini produttivi e di difesa”.10:5723 maggio 2026Schillaci: «Su liste attesa primi miglioramenti, numeri mostrano inversione trend»«Sulle liste di attesa vorrei ribadire che sono fiero di aver messo mano come ministro a questa questione. Abbiamo più di 20 anni alle spalle di rinvii e decisioni non prese, mentre questo governo ha approvato una legge per mettere finalmente ordine e cominciamo a vedere i primi miglioramenti, sia per numero di prestazioni in aumento sia per la diminuzione dei tempi. I numeri mostrano una inversione di tendenza». Lo ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, in collegamento al Festival dell’Economia di Trento 2026. «Abbiamo finalmente delle regole chiare: i cittadini non possono pagare inefficienze o ritardi nel sistema e se il servizio pubblico non riesce a garantire una prestazione nei tempi previsti, quella prestazione o visita - ha sottolineato Schillaci - deve essere assicurata con l’attività intramoenia o del provato accreditato senza costi aggiuntivi rispetto al ticket o all’esenzione per i pazienti esenti. Laddove ci si sta organizzando si vendo i miglioramenti».10:4223 maggio 2026Marcegaglia: in Ue troppe dipendenze, senza strategia rischio disruptionNell’attuale contesto di crisi, «per un imprenditore il problema non è solo avere il costo dell’energia più alto, ma non sapere quanto sarà il costo dell’energia domani. Per fare impresa servono certezze e credo che questa sia la debolezza dell’Europa. Dobbiamo spingere l’Europa, e il nostro Paese, a fare politiche strategiche diverse». Lo ha detto Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, durante uno dei panel del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo Il Sole 24 Ore. «Dobbiamo capire tutti che avere una dipendenza energetica impatta sui conti delle famiglie e delle imprese e, quindi, impatta sulla capacità di creare benessere. Se non saremo più competitivi e capaci di stare sui mercati si andrà verso un declino e un processo di deindustrializzazione, che in parte è già in atto», ha detto Marcegaglia. Lo shock energetico «colpisce molto l’Europa, non solo l’Asia e la Cina, molto meno gli Stati Uniti. Noi abbiamo troppe dipendenze, bisognerebbe organizzare meglio le catene del valore. L’Europa è troppo dipendente dal gas e petrolio estero, quindi servirebbe un’altra strategia energetica», ha detto Marcegaglia, sottolineando che «dobbiamo pensare a un cambiamento strutturale, dobbiamo essere più indipendenti e autonomi, avere più autonomia strategica, altrimenti alla prossima crisi rischiamo di avere un disruption».In atto deindustrializzazione in Europa e ItaliaIn Italia e in Europa è già in atto un processo di deindustrializzazione. Se si guardano le produzioni industriali in Europa e in Italia, la capacità produttiva è in calo del 10-15% rispetto a 15-20 anni fa in alcuni settori manifatturieri, soprattutto quelli energy intensive. Lo ha detto Emma Marcegaglia, presidente e amministratore delegato di Marcegaglia Holding, parlando con Radiocor a margine di uno dei panel del Festival dell’Economia di Trento, organizzato dal Gruppo Il Sole 24 Ore. Ovviamente, più le crisi si protrarranno, in particolare quella in Medio Oriente con la chiusura dello stretto di Hormuz, «più rapido sarà il processo di deindustrializzazione». Per l’industria, dunque, si pone innanzitutto un tema di competitività: «Se non saremo più in grado di essere competitivi, di avere capacità di stare sul mercato, poi avremo un controllo di governo e quindi non riusciremo più a sostenere il nostro welfare, che è una delle nostre forze», ha detto Marcegaglia, spiegando che, quindi, «bisogna fare delle scelte oggi per evitare un declino chiaro domani. C’è già un processo di deindustrializzazione in corso in Italia e in Europa, questo bisogna che sia chiaro. Dobbiamo cercare di fermarlo».10:1523 maggio 2026Prodi: l’identità che trionfa uccide la diplomazia e fa tornare guerre di religione«Ci comportiamo come servi di fronte a Trump e non sappiamo come comportarci davanti ai cinesi». Così l’ex premier Romano Prodi al Festival dell’economia di Trento. «L’Europa dovrebbe avere capacità unitaria di intervento», ha avvertito.A proposito del conflitto in Medio Oriente, gli Usa hanno bisogno «di chiudere la vicenda e anche l’Iran. Questa guerra fa di Israele una super potenza, ma intorno ha Paesi arabi. Si è instaurato un odio che porterà conseguenze molto pesanti. I popoli umiliati e impotenti alla fine si vendicano», ha proseguito Prodi, intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini nel corso del Festival dell’economia di Trento. «Da parte di Israele e Usa c’è una capacità strategica straordinaria ma una incapacità politica che non ho mai capito», ha aggiunto l’ex premier italiano. «La società americana non è più quella di una volta, ho visto pezzo per pezzo i cambiamenti: da Bush a Clinton, poi Obama. Si è radicalizzata come tutta la politica mondiale. Ormai l’identità diventa il metro con cui Paesi democratici si orientano. Maga è Come Allianz für Deutschland o l’estrema destra in Italia. È l’identità che trionfa su qualsiasi cosa ma uccide la diplomazia e fa tornare alla guerre di religione», ha concluso Prodi.Un altro errore fatto dagli Stati Uniti nella politica internazionale, ha rilevato Prodi, è stato «unire strettamente la Russia e la Cina». L’ex presidente della Commissione europea ha comunque sottolineato che la Cina «gioca al gatto col topo» con la Russia «perché non aver concesso il gasdotto» Power of Siberia 2 «vuol dire che la Cina non vuole dipendere dalla Russia ma che la Russia dipenda dalla Cina». In definitiva, «la Russia è indispensabile alla Cina, ma la Cina la utilizza mantenendola come alleato minore».Il riarmo tedesco cambia la struttura europea. Italia sia il collanteIl riarmo della Germania è un «grande cambiamento all’interno dell’Europa. La Germania non ha mai speso nulla sulla difesa e in un giorno, in un passaggio di governo, decide di stanziare un bilancio doppio di quello francese. Questo cambia la struttura europea e ci si pensa poco», ha detto Prodi. «C’è sempre stato un tacito accordo tra Francia e Germania» per indicare la leadership europea, ha ricordato l’ex premier. «Improvvisamente la Germania si propone come leader militare. Pensiamo davvero ad un Europa in cui uno comanda e l’altro paga? Qui non stiamo comprendendo le regole necessarie per stare assieme. In più Francia e Germania sono amici ma non più fratelli come in passato. E come si risolvono i problemi senza slancio politico? Ed è la funzione italiana che manca, quella del collante.Governo oggi è debole, non vedo elezioni anticipate«Questo è un momento di debolezza del governo, quindi l’idea di accompagnare una maggior debolezza con le elezioni anticipate è una logica che io non vedo». E’ la previsione formulata da Romano Prodi nel corso del panel “Piano inclinato”, colloquio con il direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento. «In questo momento non c’è una spinta vera per anticipare le elezioni, perché il governo era assai più forte tre mesi fa di oggi», ha aggiunto, sottolineando d’altra parte che questo non avviene per meriti dell’opposizione: «Non è che sia più forte il “campo largo”, è più debole il governo».«Non torno in campo ma Palazzo Chigi mi piaceva»«No, perché ho il senso dell’età, però mi piaceva proprio essere a Palazzo Chigi, era proprio bello». Così Romano Prodi, ex presidente del Consiglio e della Commissione europea, ha replicato al direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, che gli chiedeva se abbia o abbia mai avuto la tentazione di tornare in politica.09:0323 maggio 2026Montezemolo: «L’Italia e l’Europa più deboli se vince la deindustrializzazione»di Andrea BiondiL’Europa che Donald Trump tratta come una comparsa nel suo resort scozzese, quando riceve la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e quella che vede progetti che, emblematicamente, sembrano provare a costruire un mercato ferroviario comune partendo dai treni. Due immagini lontane, eppure tenute insieme da Luca Cordero di Montezemolo in un ragionamento che, al Festival dell’Economia di Trento, somiglia meno a una lezione sull’europeismo e più a un allarme industriale, a un alert su un rischio diplomatico, economico, strategico.C’è un punto geopolitico: «Io credo che non ci sia mai stato un momento nel mondo così delicato e così potenzialmente pericoloso». Per l’ex presidente Ferrari e oggi presidente di Italo, Fondazione Telethon e Manifatture Sigaro Toscano, la questione è anche produttiva. Riguarda fabbriche, energia, tecnologie, lavoro. «Nel silenzio assistiamo a una deindustrializzazione dell’Italia che fa paura», dice intervistato da Agnese Pini, direttrice di Qn, Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione, durante l’incontro «Perché servono gli Stati Uniti d’Europa». E l’elenco che segue è la radiografia di un ridimensionamento nazionale: «Non abbiamo più l’automobile, non abbiamo più l’elettronica, rischiamo di non avere più l’acciaio».09:0123 maggio 2026AI, Prodi: «Ue non sta prendendo parte a competizione politica»“L’intelligenza artificiale è una vera e propria competizione politica, ma l’Europa non vi sta prendendo parte. Risvolti sull’occupazione? Impatterà su ogni aspetto, tant’è che ora i cinesi stanno lavorando per regolamentarla come noi europei”. Lo ha detto Romano Prodi, intervistato ieri sera dai giovani nell’ambito del Festival dell’economia di Trento in corso fino a domani con l’organizzazione del Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia.09:0123 maggio 2026Calderoli: «Riforma elettorale con soglia al 3%. Ma sia chiaro che si fa anche l’autonomia»di Antonio LarizzaLa riforma della legge elettorale? «Si fa. E credo che tra i due sbarramenti di cui si sta parlando, il 3% possa essere una cosa corretta». La riforma dell’autonomia? «Deve essere chiaro che se non c’è l’autonomia, non c’è altro». La legislatura? «La scadenza naturale è il 13 ottobre 2027. Io non starò in un Esecutivo che vuole sciogliersi prima». Salvini ha aperto all’ipotesi di voto anticipato? «Ne ho parlato con lui personalmente. Non solo non si deve parlare di aprile o maggio ma, visto che la legislatura si conclude il 13 ottobre, se si va a votare a dicembre, c’è la possibilità di fare non solo la Legge di bilancio di quest’anno, ma anche quella dell’anno prossimo».È un Roberto Calderoli energico quello che arriva al Festival dell’Economia di Trento per partecipare all’incontro «Autonomie speciali, geopolitica, giovani come protagonisti» insieme al presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e a quello della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher.08:3923 maggio 2026Al Festival dell’Economia di Trento il ruolo dell’Europa nel mondo che cambiaIl ruolo dell’Europa in un mondo che cambia a causa delle tensioni geopolitiche. La ricerca di nuovi mercati e il ruolo delle banche. Sono questi alcuni dei temi della quarta giornata del Festival dell’Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento. A dare il calcio d’inizio sarà un evento al quale parteciperanno Enrico Letta, Emma Marcegaglia e Antonella Sberna.Ad illustrare il ruolo delle banche come punto di forza dell’Europa sarà invece il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli. Di banche, economia dei territori e intelligenza artificiale, parlerà Stefano Barrese, responsabile della Divisione banca dei territori Intesa Sanpaolo. Il direttore generale di Confindustria, Maurizio Tarquini, illusterà la sfida dell’export italiano in un mondo sempre instabile. Ancora folta la presenza del governo. È attesa la presenza del ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo; di Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della ricerca, e Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento. A Trento è attesa anche la presenza del vice ministro Maurizio Leo.08:4823 maggio 2026NewsletterNotizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.Iscriviti