Pur non essendoci ancora un riferimento interpretativo stabile, l’arrivo del “collega” umanoide in azienda sarà né più né meno che come l’arrivo di una nuova macchina.
Dall’Inail spiegano che si tratta «dell’evoluzione diretta dell’introduzione della robotica nei processi produttivi», «spinta dall’integrazione di sistemi avanzati di intelligenza artificiale».
Con rischi allargati, ma anche vantaggi ulteriori.
Cominciando dai primi, sicuramente c’è un tema di stabilità dinamica perché diversamente dai robot tradizionali che sono ancorati al suolo, gli umanoidi possono essere bipedi: questo genera il rischio di caduta della macchina addosso all’umano.
Un altro rischio è dato dall’interazione imprevedibile: l’autonomia decisionale dell’umanoide basata sull’AI richiede algoritmi molto raffinati che sappiano interpretare in tempo reale i movimenti del lavoratore umano per evitare scontri con l’umanoide.







