VITTORIO VENETO - In città hanno fatto discutere i lavori di posa della fibra ottica eseguiti la notte scorsa dalla Telebit in via Lioni, zona Frati, all'altezza del cinema Verdi. «I lavori di scavo ci hanno tenuti svegli tutta la notte» protestano alcuni residenti di via Lioni, strada rimasta chiusa dalle 20 del 21 maggio alle 9 del 22 maggio come da ordinanza della polizia locale. «Il cantiere era regolarmente autorizzato - puntualizza l'assessore ai lavori pubblici, Giulio De Antoni -. La ditta che posa la fibra, per evitare il disagio dovuto alla chiusura della strada, aveva chiesto di lavorare di notte». «Peccato - ribatte un residente - che nel cartello di avviso chiusura della strada collocato sul luogo non fosse precisato che avrebbero fatto anche parecchio rumore. Hanno cominciato con lo scavatore alle 22. Abbiamo chiamato i carabinieri che sono arrivati e per un po' si è interrotto il lavoro, per poi riprendere alle 24 fino alla mattina».

E cittadini pronti a scendere in campo, con un comitato, per dire "no" alla riapertura della storica cava "Androz", nel cuore della Val Lapisina. Qui la Fornaci Calce Grigolin, proprietaria del sito che si trova al termine di via dei Colesei, a Nove, vorrebbe estrarre fino a 1.646.632 metri cubi di pietrisco calcareo in 17 anni. L'iter in Regione Veneto è partito. E nell'incontro pubblico organizzato giovedì sera dalla Pro Loco di Fadalto, ed ospitato nella sede del gruppo alpini della Val Lapisina in via Divisione Julia a Nove, a poca distanza dalla cava, a maggioranza i numerosi cittadini presenti si sono espressi contro la riattivazione della cava che avrà, è stato sottolineato, importanti ed inevitabili ricadute ambientali e viabilistiche sulla valle. Presenti in sala anche la sindaca Mirella Balliana e il vicesindaco Marco Dus.«La scorsa settimana - ha spiegato la sindaca - abbiamo partecipato ad una riunione online con Regione Veneto e Fornaci Calce Grigolin, incontro in cui l'azienda ha illustrato il progetto che è pubblicato anche sul sito della Regione. Ora il comitato tecnico deve verificare se il progetto presentato va assoggettato a Via, valutazione di incidenza ambientale, o se seguirà un percorso semplificato. Noi ci auguriamo sia assoggettato a Via e come Comune presenteremo delle osservazioni sul progetto depositato». E la scadenza per le osservazioni si avvicina: c'è infatti tempo fino al 4 giugno. A presentarle ci sarà sicuramente il Comune, ma poi anche associazioni e semplici cittadini. A più voci è stato auspicato un nuovo incontro pubblico in città, per allargare il dibattito su questo progetto anche fuori la Val Lapisina. La cava, un tempo di proprietà dell'Italcementi, era stata dismessa 22 anni fa. La Fornaci Calce Grigolin vorrebbe incrementare l'estrazione - attualmente esiste già un perimetro autorizzato di 164mila metri cubi - con contestuale recupero ambientale dei 10 ettari interessati dallo scavo. Per il trasporto del materiale è stato stimato un transito di sei camion all'ora, tre in andata e tre in ritorno, con inevitabili ricadute sulla viabilità lungo la statale Alemagna unica via di attraversamento della valle (l'altra, ma a pagamento, è l'autostrada A27).Tram, entrano nel vivo i cantieri a Ponte di Brenta: le deviazioni per autobus e automobili