Dopo lo scandalo delle centinaia di sacche di plasma eliminate un altro caso scuote la sanità regionale nelle Marche: migliaia di pazienti attendono i referti dei loro esami istologici, decisivi per stabilire se hanno o meno un tumore. I ritardi si calcolano in mesi e, ancora una volta, sono causati da gravi carenze di personale nei laboratori.

Aldobrando Pazzaglia

Nelle Marche la salute è diventata una lotteria i cui premi in palio sono una terapia o persino una diagnosi. Dopo il caso dell'eliminazione di centinaia di sacche di plasma a causa di una grave carenza di personale nei laboratori dell'officina trasfusionale dell'Ospedale Torrette di Ancona, l'ultima frontiera del collasso del Sistema Sanitario Regionale riguarda i laboratori di Anatomia Patologica: i referti degli esami istologici, quelli che dovrebbero dire a un paziente se quel "male" è un cancro o meno, non arrivano. E i ritardi, anche in questo caso dovuti alla scarsità di personale, non si contano in giorni, bensì in mesi, rischiando di compromettere l'accesso alle cure.

La storia di Ildo: 4 mesi di attesa per il referto di un esame istologico Uno dei protagonisti – suo malgrado – di questo nuovo scandalo si chiama Aldobrando Pazzaglia, per tutti "Ildo", un uomo di 81 anni che ha passato una vita a servire lo Stato come Maresciallo dell'Aeronautica Militare. Residente a Camerino, una vita spesa nel sociale e oggi nonno felice, Ildo ha lanciato nei giorni scorsi un grido d'allarme con una lettera inviata prima al TG Regione, poi a Fanpage.it, facendosi idealmente portavoce di altre migliaia di pazienti che, come lui, attendono da mesi, e invano, il referto di un esame istologico, procedura diagnostica che – attraverso l'analisi microscopica di campioni di tessuto e in particolare delle cellule che lo compongono – permette di eseguire diagnosi differenziali tra tumori maligni e benigni, analisi delle alterazioni cellulari, diagnosi delle malattie autoimmuni e presenza di infezioni, talvolta anche gravi. Ildo è stato sottoposto a prelievo istologico il 14 gennaio 2026 all'ospedale di Fabriano. L'uomo combatte già contro un linfoma follicolare in remissione dopo la chemioterapia, ma i nuovi sintomi e un valore del PSA esageratamente alto hanno reso necessaria una biopsia urgente. "A seguito di cure che non hanno dato risposte positive, nel reparto urologia dell'ospedale di Fabriano – dopo già una lunga attesa – il 14 Gennaio 2026 sono stato sottoposto a prelievo istologico per meglio definire interventi e/o appropriate cure, con rilascio di documento che attesta il ritiro del referto dal 19 Marzo, (dal personale sanitario, venivo informato che potevo richiederlo anche qualche giorno prima)".