Sangue sprecato nelle Marche, l’intervista al consigliere regionale Antonio Mastrovincenzo (PD): “Grave carenza di personale da anni, violati i protocolli Agenas. La Regione sapeva tutto dal 2024, ora serve una commissione d’inchiesta vera”.
Nessuna responsabilità politica e amministrativa, nessuna carenza di organico e un solo capro espiatorio: l'allora direttore dell'officina trasfusionale dell'Ospedale Torrette di Ancona, il dottor Mauro Montanari. È questa, in estrema sintesi, la conclusione a cui nei giorni scorsi è arrivato il Nucleo Ispettivo istituito dalla Giunta Regionale delle Marche per fare "luce" sulle cause che hanno dato origine allo "scandalo sangue", con la distruzione di almeno 323 sacche di plasma e il "riciclo" a scopi di "ricerca" di altre 932 unità. Una ricostruzione, quella del nucleo ispettivo nominato dall'assessore alla salute Paolo Calcinaro, che tuttavia fa acqua da tutte le parti e che anche il consigliere regionale del PD Antonio Mastrovincenzo, rigetta con forza: per l'esponente dem, infatti, la commissione di verifica è un organismo privo di indipendenza, composto da figure gerarchicamente legate a chi dovrebbe essere indagato, e quindi istituita prevalentemente allo scopo di scagionare i vertici politici e dirigenziali della sanità marchigiana. Le opposizioni, al contrario, chiedono una Commissione d'inchiesta per fare vera chiarezza, ma su questa proposta il Governatore Francesco Acquaroli ha ripetutamente alzato le barricate. C'è qualcosa che la Giunta deve nascondere? E perché negare la massima trasparenza ai donatori marchigiani?






